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Regione, retromarce e pressioni sui direttori: Tesei sceglie l’usato sicuro

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Regione, retromarce e pressioni sui direttori: Tesei sceglie l’usato sicuro

Pinocchio
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Palazzo Donini, sede della giunta regionale
Palazzo Donini, sede della giunta regionale

PERUGIA -Direttori generali della Regione, la rivoluzione può attendere magari quando andranno a scadenza di contratto tra sei mesi ma per ora a Palazzo Donini hanno scelto la linea dell’usato sicuro. Al popolo non si può dire che la sostituzione di Ciro Becchetti, Lucio Caporizzi, Walter Orlandi e Alfiero Moretti era cosa più complicata di quanto potesse sembrare, per due motivi: questioni di tempi e di uomini per sostituirli. Entrambi i fatti hanno giocato un ruolo determinante nel far cadere la scelta su uomini conosciuti, e per la verità non tutti apprezzati dalla base delle seconde file della macchina regionale, che di fatto danno un senso di continuità all’intera operazione. E allora arriva la conferma dell’ottimo e mite Luigi Rossetti che dovrebbe restare allo Sviluppo economico, mentre alla Sanità è in arrivo dalla stazione di Padova il manager Claudio Dario che l’assessore Luca Coletto sarebbe andato a prendere anche a piedi e che la presidente Tesei sembra che abbia digerito senza troppo entusiasmo.

Mazzo Dal mazzo, inoltre, sembra essere stato tirato su un nome conosciuto alla struttura come Carlo Cipiciani storico braccio destro dell’uscente Lucio Caporizzi e che nel testa a coda delle ultime ore ha mandato fuori strada le ambizioni di Marina Balsamo. Per lui cui sarà Programmazione e Personale. Nel derby tutto perugino tra Dante De Paolis e Leonardo Naldini, con forti pressioni per l’uno o per l’altro, Tesei per non scontentare nessuno decide di lasciare entrambi a casa. Ma il profumo di continuità c’è anche nel prorogare fino al 28 febbraio l’esperto Alfiero Moretti al cui posta a fine febbraio dovrebbe arrivare l’ingegnere Stefano Nodessi Proietti. E ancora gli uscenti Becchetti e Caporizzi che sono in uscita dal primo gennaio hanno accettato l’offerta della presidente Tesei di restare per altri sei mesi a seguire le pratiche con la formula del rimborso.  Insomma, continuità e niente scossoni. A giugno Palazzo Donini deciderà se confermare o meno l’assetto: e ora già molti stanno spingendo per un cambio perché come dice un assessore dietro anonimato “la contingenza ci ha impedito di fare scelte radicali ma continuare con questi nomi, al di là del valore, significa non voler cambiare”. Poche parole ma chiare e che dicono dell’umore che si respira in certi angoli di Palazzo Donini ma anche nella maggioranza.

Telefonate A questo proposito va segnalato un particolare che rende bene l’idea: ai coordinatori regionali dei partiti di maggioranza (Franco Zaffini per Fdi, Virginio Caparvi per la Lega e Andrea Romizi per Forza Italia) nel momento che sono iniziati a circolare i nomi dei papabili da Broletto hanno ricevuto molte chiamate di terze file di impiegati regionali che sostanzialmente sottolineavano con non molta serenità il fatto che i prescelti potevano essere tranquillamente anche il frutto della decisine di una Giunta di centrosinistra. Clima elettrico. E Tesei lo ha capito ma in questo momento deve fare buon viso a cattivo gioco mentre l’assessore Agabiti sta già pensando al quadro che potrebbe uscire tra sei mesi. La verità che la vitale partita sui Fondi Ue 2021-2027 ha invitato tutti alla calma e non andare  a scossoni che ora avrebbero dannegggiato la tenuta complessiva e la possibilità di giocarsi la partita e riportare a casa i soldi da Bruxelles. Gli oltre ottanta curriculum, di cui più che la metà inadeguati, hanno poco a vedere con le varie scelte.Ricordiamo, non per demagogia, che  lo stipendio di un direttore sarà di 120 mila euro lordi all’anno, più una quota variabile fino a un massimo del 10% assegnabile dopo la valutazione delle performance

Sanità Per quanto riguarda questo delicato settore le novità sono che, salvo ripensamenti, da gennaio Silvio Pasqui andrà a dirigere la Usl1 e Massimo De Fino la Usl 2. Resta invece al suo posto a Perugia per sei mesi il commissario Antonio Onnis.A Terni sulla riconferma di Andrea Casciari c’è un forte braccio di ferro non ancora risolto. Si vedrà. Questo il quadro: la rivoluzione può attendere. Magari arriva fra sei mesi. Lunedì l’ufficializzazione delle scelte. Colpi d scena dell’ultimo minuti? Nulla è scontato.

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