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Regione, Tesei stoppa la giostra sulla Giunta e mette all’angolo i partiti: il retroscena

Per il momento sul piano politica il pollice verso lo ha deciso Tesei. Ma la partita sembra essere ancora lunga

PERUGIA – Dopo oltre un mese la giostra si spegne e la presidente Tesei, ottiene quello che fin dall’inizio su questo giornale avevamo detto che voleva: lasciare l’assessore Melasecche al suo posto e di fatto sconfessare il suo partito e Fratelli d’Italia che del rimpasto di Giunta avevano fatto un cavallo di battaglia molto rumoroso. Allo scopo sono servite, l’astuzia di Melasecche che dopo essere stato cacciato dalla Lega ha convinto Matteo Salvini della sua fedeltà portando in pegno le sue dimissioni da consigliere regionale e la duttilità della presidente della Regione che nella guerra interna alla lega, tra il leader e il ministro Giorgetti, si è tenuta defilata senza manifestare troppo la sua simpatia per il ministro. Morale? Un paio di telefonate e incontri romani e la partita si è chiusa. Gli onorevoli Virginio Caparvi e Franco Zaffini, segretari di Lega e Fratelli d’Italia, non hanno potuto far altro che firmare una tregua scritta altrove e da altri. Il ‘contentino’ sono le dimissioni da consigliere dell’assessore che permetteranno alla giovane leghista Manuela Puletti di entrare a Palazzo Cesaroni. Tanto rumore per pochissimo. Con una ciliegina sulla torta amara: con molta probabilità Melasecche rientrerà all’interno della Lega. Boom.

I sospetti

Quello che resta sul campo sono i sospetti reciproci. Tanti. Fratelli d’Italia ormai si muove come un corpo separato dalla coalizione e in diversi e per ora in privato sottolineano che i due anni di Tesei “sono stati all’insegna del galleggiamento ma la pandemia non può essere una scusa in terno”, mentre dalle parti della Lega all’area che fa riferimento al segretario Caparvi fa buon viso a cattivo gioco rimarcando che “da Palazzo Donini non è arrivato nessun impegno nemmeno nella campagna elettore delle ultime Amministrative”. Più di qualche mal di pancia, insomma. Senza contare che in Forza Italia, a partire dal silente Andrea Romizi, per arrivare ai generali Modena e Nevi il feeling con la presidente e con gli alleati e all’insegna del “limitiamo le perdite di persone che non sono all’altezza del momento”. E forse, sarà anche per questo, che proprio Romizi ha più che mai intenzione di non lasciare la scelta del suo successore a Palazzo dei Priori nelle mani della coalizione. Tutto torna a posto. Ma non tutti i conti sono a posto. Per il momento sul piano politica il pollice verso lo ha deciso Tesei. Ma la partita sembra essere ancora lunga.

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