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Regione, sui direttori generali il tandem Agabiti-Tesei gioca d’anticipo e mette nero su bianco la riduzione

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Regione, sui direttori generali il tandem Agabiti-Tesei gioca d’anticipo e mette nero su bianco la riduzione

Redazione politica
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L'assessore Agabiti con la presidente Tesei
L'assessore Agabiti con la presidente Tesei

PERUGIA – La signora e la ragazza. Una dal carattere silente, l’altra silente ma fattiva. Sui direttori regionali va in scena uno schema che probabilmente vedremo spesso: la presidente Tesei traccia la linea e l’assessore Agabiti la difende. E così dopo che per diversi giorni l’assessore Agabiti ha lavorato al dossier e la presidente Tesei ha supervisionato, mercoledì pomeriggio è arrivata la delibera che mette nero su bianco la riduzione dei direttori generali della Regione. La presidente sfoggia entusiasmo: “La delibera approvata dalla Giunta è il primo importante passo verso l’ ottimizzazione della macchina amministrativa regionale”.

Numeri In sostanza a partire dall’ 1 gennaio 2020, i direttori della Regione passeranno da 5 (più un direttore generale il cui ruolo era previsto dall’ attuale formula, ma non veniva utilizzato) a 4 direttori (o in alternativa a 3 direttori più un direttore generale). “La riforma -sottolinea Urbani – non solo consentirà una vera e concreta spending review, con un notevole risparmio di risorse, ma permetterà sia una razionalizzazione organizzativa, al fine di rendere più efficiente e rapida l’operato della Regione, sia la valorizzazione del personale interno ed, eventualmente, esterno nel rispetto del principio del merito”. Fin qui Agabiti. Postilla: degli attuali cinque direttori generali quattro andranno in pensione a fine anno. E in pista resterà il solo Luigi Rossetti.

Soldi e tempi L’incarico dei nuovi direttori sarà di sei mesi, prorogabili al massimo per altri sei. Quanto agli stipendi, un direttore guadagnerà 120 mila euro lordi all’anno, più una quota variabile fino a un massimo del 10% assegnabile dopo la valutazione delle performance.

Step La presidente Tesei illustra il quadro complessivo: “Proprio in questa direzione andrà anche il secondo step previsto per fine gennaio. Gli obiettivi, che passano anche da questa riforma, sono quelli di semplificare l’ amministrazione regionale, di rendere l’Ente in grado di rispondere efficacemente e rapidamente alle esigenze di cittadini ed imprenditori, di far lavorare al meglio i dipendenti regionali e al contempo di liberare risorse da poter utilizzare per i servizi nonché per il sostegno dell’ attività di sviluppo economico”.

Gennaio Stando così le cose nella successiva delibera di gennaio verrà rivista la pianta organica che attualmente prevede 65 dirigenti e che si fissa come target da raggiungere la riduzione a 40 dirigenti, con la conseguente rimodulazione delle aree di competenza seguendo schemi di assimilabilità e compatibilità tematiche. La Giunta, con il supporto della struttura regionale, valuterà man mano gli effetti della riforma (che si stima porterà un contenimento della spesa di circa 3 milioni di euro annui ndr) al fine, se necessario, di affinarla in corso d’ opera. Tutto fatto e giochi chiusi? No, perché le resistenze interne ed esterne ci sono. Ma il primo colpo è stato messo a segno. Si vedrà. La partita sui direttori è iniziata. Postilla chiarificatrice: 65 sono le postazioni teoricamente attuabili ma al momento i dirigenti sono circa 35. Sostanzialmente i direttori salgono di cinque unità.

Rebus Ma su tutto ciò bisognerà poi valutare sei prossimi dirigenti generali verranno pescati all’interno della struttura regionale o fuori. Nel secondo caso i risparmi sarebbero azzerati e la spesa forse aumentata.

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