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Regione. Ricci (centrodestra): “Se non c’è cambiamento si torni alle urne”

Politica

Regione. Ricci (centrodestra): “Se non c’è cambiamento si torni alle urne”

Redazione
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“Se occorre il cambiamento, che non viene attivato, è necessario che la parte critica del PD voti con l’opposizione una mozione di sfiducia per tornare alla elezioni regionali. Altrimenti si tratta solo di tattiche di posizionamento da derubricare a fuochi fatui che lasciano il tempo che trovano”. Così il consigliere regionale Claudio Ricci torna sulle polemiche interne alla maggioranza dopo l’intervento dell’ex assessore alla sanità Luca Barberini sulla nomina di Domenico Di Salvo alla guida dell’Istituto Prosperius.

 “Continuiamo a leggere – spiega il portavoce del centrodestra nell’Assemblea legislativa umbra – anche da esponenti del partito Partito Democratico che l’attuale Giunta regionale ‘non risponde più alle attese di cambiamento’, in particolare sui temi della sanità, che impegna 1,8 miliardi di euro all’anno sul totale del bilancio regionale che è pari a 2,9 miliardi”.

 “Noi – prosegue l’ex sindaco di Assisi – preferiamo parlare di cose da fare: diminuire del 50 per cento i tempi di attesa per gli esami clinici; realizzare al cento per cento la Centrale regionale acquisti in sanità e lo spostamento automatico dei farmaci, per risparmiare; attivare il Fascicolo sanitario elettronico, che farebbe risparmiare sino al 10 per cento; dare più importanza ai distretti territoriali per la prevenzione, diagnostica e convalescenza, ma anche al ruolo delle farmacie e dei medici di base, anche per gestire i codici bianchi e cioè le piccole emergenze, senza occupare i pronto soccorsi; creare un sistema integrato e più efficiente della sanità attraverso un’unica Azienda sanitaria ospedaliera e un’unica Azienda sanitaria locale con sedi in Perugia, Terni e nelle le principali città dell’Umbria; nominare, nei ruoli di dirigenti e medici, solo chi merita attraverso il criterio di cambiare scegliendo il meglio per ottenere più servizi e qualità per i cittadini. Su questi punti si portino in Assemblea legislativa le decisioni e si votino gli atti per il bene dei cittadini. Il resto -conclude – è solo politica strumentale che non interessa più nessuno”.