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Regione, tra le misure anti-Covid anche didattica a distanza per il 50% degli studenti superiori

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Regione, tra le misure anti-Covid anche didattica a distanza per il 50% degli studenti superiori

Redazione politica
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Un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa

PERUGIA – Conferenza stampa lunedì pomeriggio della presidente della Regione Donatella Tesei e del  direttore regionale della sanità, Claudio Dario su una ulteriore restrizione a livello regionale delle misure, rispetto a quelle varate ieri sera dal Governo con l’aggiornamento del Dpcm di contrasto al Coronavirus.

Dario ha annunciato che “a breve attiveremo 77 postazioni Covid, che presto diventeranno 124 e c’è in più anche l’ospedale da campo che ora forse si comprende bene a cosa può servire. La situazione umbra non è diversa dal resto dell’Italia. Questa seconda ondata è diversa dalla prima ed ha coinvolto tutte le regioni. Le regioni meno colpite in un primo tempo, sono ora più ‘sensibili’. In Umbria avevamo – ha sottolineato – avuto meno dell’1% della popolazione a contatto con il virus ed ora l’incidenza è maggiore. In questa situazione si giustifica che il perugino, con maggiore densità abitativa, abbia un’incidenza maggiore del ternano”.

Scuole e università. Tra i provvedimento per quanto riguarda la scuola è prevista la didattica a distanza per ogni giorno di lezione per il 50% degli studenti dell’anno scolastico presso le istituzioni scolastiche di secondo grado sia pubbliche che paritarie. Identica misura anche per tutti i corsi professionali: “Non si esclude – chiarisce Tesei – che poi si possa arrivare a percentuali anche superiori”.

Rotazione Saranno poi le scuole a stabilire una sorta di rotazione, alternando le lezioni in presenza e la didattica a distanza. Fino alle scuole medie inferiori didattica in presenza. Per le università non c’è un obbligo, ma una forte raccomandazione per la didattica a distanza per almeno il 70% degli studenti, escluse le matricole. Misure che dovrebbero alleggerire i numeri del trasporto pubblico che comunque vengono ridotti con la capienza massima del 60%. Ci vorrà dunque pazienza per chi si sposta sui mezzi pubblici.

Centri commerciali. Ci saranno delle limitazioni agli ingressi dei 16 centri commerciali umbri. I quali attraverso un contapersone all’ingresso dovranno garantire il metro di distanza. Potrà entrare una persona ogni 10 mq nei centri più grandi e 1 ogni 8 mq nei centri più piccoli)  Inoltre ;all’ingresso sarà misurata la febbre e  ci sarà una forte regolamentazione dei parcheggi e degli spazi esterni.. Divieto di consumare bevande e cibi all’interno dei corridoi ma solo all’interno delle attività che sono attive nei centri commerciali. Chi cioè andrà nei bar, ristoranti o pizzerie all’interno delle strutture, potrà consumare all’interno del perimetro degli stessi.  I centri commerciali hanno due giorni dall’emissione dell’ordinanza per adeguarsi al protocollo.

Sale giochi e sale scommesse. La Regione in questo caso decide per una stretta e chiude i locali del tutto, dal 21 ottobre al 14 novembre. Saranno sospese anche le slot machine nei bar e in altri esercizi.

 

 

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