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Regione, l’opposizione scende dall’Avventino: “Fase delicata, siamo pronti a collaborare”

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Regione, l’opposizione scende dall’Avventino: “Fase delicata, siamo pronti a collaborare”

Redazione politica
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Il capogruppo Pd, Tommaso Bori
Il capogruppo Pd, Tommaso Bori

PERUGIA  – L’opposizione si sveglia e inizia a ragionare. Compito: scendere dall’Avventino in cui ci si era infilati e mettere da parte la sterile polemica politica. Prima lo hanno fatto in ordine sparso i consiglieri Donatella Porzi e Andrea Fora, ora si muovono tutti gli altri. Pd in testa. Meglio tardi che mai. “Ribadiamo la piena disponibilità a collaborare per il bene dell’Umbria, ma servono misure urgenti sul personale sanitario”. Questo, in sintesi, il contenuto della lettera inviata giovedì mattina dai capigruppo regionali di opposizione Tommaso Bori (Pd), Thomas De Luca (Movimento 5 Stelle), Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria), Vincenzo Bianconi (Gruppo misto) e Fabio Paparelli (portavoce dell’opposizione), alla presidente della Giunta Donatella Tesei e al presidente del consiglio regionale Marco Squarta.

Sforzo “Crediamo che questa fase così delicata per tutti noi – si legge nella missiva -, necessiti del massimo sforzo e della massima unità delle forze politiche ed istituzionali per fronteggiare al meglio l’emergenza sanitaria. Auspichiamo altresì che si possa seguire anche in Umbria il modello già adottato a livello nazionale e, conseguentemente, venga convocato un tavolo di crisi unitario, in cui il governo regionale, possa aprirsi al confronto e al contributo delle forze maggioranza e di opposizione presenti in Assemblea legislativa, oltre che ai rappresentanti del mondo dell’impresa e dei sindacati, perché l’emergenza sanitaria si sta velocemente trasformando anche in una crisi economica”.

In chiusura gli esponenti dell’opposizione sottolineano che “altri provvedimenti come quelli pensati in favore delle imprese, necessitano di percorsi lineari, definiti e quanto più ampiamente condivisi, perché è troppo alta la posta in gioco e non è ammesso sbagliare”. Meglio tardi che mai, appunto.

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