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Regione, Fondi europei, Paparelli: “Priorità lavoro, sviluppo, innovazione”

Economia ed Imprese Regione

Regione, Fondi europei, Paparelli: “Priorità lavoro, sviluppo, innovazione”

Redazione economia
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SPOLETO – “La cifra distintiva dell’Umbria è quella di tenere insieme gli obiettivi di sviluppo produttivo coniugati con l’Agenda digitale, la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione delle risorse culturali. È questo il filo conduttore dei due cicli di programmazione del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo, con elementi di discontinuità che consistono principalmente nella decisa sterzata verso l’innovazione e la ricerca che caratterizza il Por Fesr 2014-2020 e verso l’occupazione stabile, l’inclusione sociale e la lotta ala povertà per il Por Fse”. È quanto ha sottolineato il vicepresidente della Giunta regionale e assessore allo Sviluppo economico Fabio Paparelli, intervenendo oggi a Spoleto, alla Rocca Albornoziana, al terzo Comitato di Sorveglianza congiunto dei Programmi operativi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fse (Fondo sociale europeo) 2014-2020 che prevedono rispettivamente risorse per 356,29 milioni di euro il primo e 237 milioni di euro il secondo (di cui oltre 107 milioni per l’Asse occupazione).

Riprogrammazione.   Il 2017 segna l’avvio concreto della nuova programmazione e la chiusura dei programmi 2007-2013, ma per l’Umbria, a seguito degli eventi sismici del 2016 del Centro Italia, è anche l’anno della riprogrammazione con l’introduzione di un nuovo Asse per la prevenzione e il sostegno alla ripresa dei territori colpiti.  A disposizione ci sono risorse aggiuntive comunitarie per un totale di 200 milioni per le quattro Regioni interessate cui si aggiungerà un ulteriore finanziamento da parte dello Stato italiano. Il vicepresidente Paparelli ha espresso soddisfazione per le comunicazioni dei rappresentanti delle Direzioni della Commissione Europea che hanno preso parte al Comitato, che hanno ricordato il sostegno del presidente Jean-Claude Juncker per la ricostruzione della basilica di San Benedetto a Norcia e confermato la volontà già manifestata dalla Commissaria Corina Cretu durante la sua visita a Norcia di investire risorse per il supporto alle imprese produttive delle zone colpite.

  Ai rappresentanti europei, dell’Agenzia nazionale per la coesione e del Dipartimento per le Politiche di coesione e agli  altri componenti del Comitato è stata illustrata una prima proposta, approvata dalla Giunta regionale,  per l’impiego dei 56 milioni di euro di cui potrà beneficiare l’Umbria (28 dall’Ue e 28 dallo Stato) attraverso il nuovo Asse, articolato in cinque obiettivi tematici e sei azioni. La maggior parte delle risorse, oltre 31,3 milioni di euro, sono previsti per la prevenzione del rischio sismico, con interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici nelle zone maggiormente a rischio, in particolare le scuole.

Programmi e progetti.  Circa 8,9 milioni di euro destinati all’intervento “simbolo”, la ricostruzione della basilica di San Benedetto. Tra gli altri interventi, quasi 4 milioni di euro sono previsti per il supporto alla ripartenza delle attività produttive e al loro riposizionamento competitivo; attenzione anche alla promozione turistica su tutto il territorio regionale con interventi previsti per un totale di 2 milioni e 800mila euro. Si è scelto di concentrare sul Programma operativo Fesr le risorse aggiuntive e si lavorerà per lo sviluppo economico coordinando gli interventi di questo Asse con il complesso degli strumenti nazionali.

  La programmazione 2007-2013 si chiude intanto con un bilancio particolarmente positivo: “il livello di realizzazione del Por Fesr è pari al 102,71 per cento delle risorse disponibili (296,21 milioni di euro) con una spesa di oltre 304 milioni di euro, con ben 3625 progetti finanziati con un investimento complessivo, pubblico e privato, di oltre 624 milioni di euro concentrato prevalentemente su ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico e innovazione. Anche il Por Fse si chiude con un overbooking: la spesa certificata è di circa 230 milioni di euro, pari al 101,1 per cento della dotazione complessiva (227 milioni di euro) con 6996 progetti conclusi a cui sono corrisposti oltre 167.500 destinatari, di cui circa 86mila donne. Risultati superiori alla media nazionale”.

img_1909Ricerca e competitività.  Nel tracciare una panoramica della programmazione dei due fondi strutturali e di investimento 2014-2020, il vicepresidente Paparelli ha evidenziato come la Regione Umbria abbia “concentrato il 52,6 per cento del Fesr sugli Assi Ricerca e Competitività, con tutte le linee di intervento volte al miglioramento delle condizioni di produttività, attrattività  e competitività dell’Umbria e delle imprese che vi operano”. Avviate quasi tutte le attività, fra i bandi attivati il vicepresidente ha richiamato i bandi rivolti al sostegno delle aree colpite da crisi, per l’internazionalizzazione delle imprese, l’accordo con il Ministero dello Sviluppo economico per le reti a banda ultra larga.

  “La dimensione territoriale è un aspetto molto importante della nostra programmazione, con cui copriamo il 70 cento dei comuni e della popolazione. Sono stati approvati – ha detto – tutti i programmi di sviluppo urbano individuati nel Por Fesr 2014-2020 ed integrati con il Por Fse che riguardano cinque città (Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Spoleto) con un ammontare di risorse per oltre 35 milioni e mezzo.  Allo stesso modo attenzione particolare è stata dedicata alle tre aree interne della regione (area Nord Est, area Sud Ovest e area Valnerina), per rompere i vincoli dell’isolamento, garantire quantità e qualità dei servizi pubblici, mettendole in grado di contribuire maggiormente al rilancio dell’Umbria, con oltre 22 milioni di euro a valere sui fondi strutturali Fesr, Fse e Feasr.  La Regione, inoltre, sta impostando le procedure e gli elementi puntuali per l’avvio del Progetto Integrato d’area del  bacino del Trasimeno che verrà attuato tramite lo strumento dell’Investimento Territoriale Integrato (Iti). A breve, è stato comunicato nel corso della riunione, verrà firmata la convenzione tra Regione Umbria e Unione dei Comuni del Trasimeno per l’attuazione della Strategia di sviluppo territoriale integrata e intersettoriale.

Procedure attivate.  Per le procedure attivate per il Por Fesr 2014-2020, l’importo ha superato i 120 milioni di euro; gli impegni sono pari al 17% delle risorse attribuite al Programma. A fine 2017 si prevede di spendere un ammontare di risorse di circa 39,5 milioni di euro.

  Per quanto riguarda il Fse, la concentrazione dell’80 per cento delle risorse è sugli obiettivi prioritari del lavoro, con il finanziamento dell’occupazione e non più della disoccupazione, l’inclusione sociale e il combattere la povertà, l’istruzione è la formazione”. Nell’illustrare gli interventi previsti, Paparelli ha sottolineato “la scelta strategica di destinar all’Asse Inclusione sociale e lotta alla povertà il 23,38 per cento delle risorse totali, a fronte di un vincolo regolamentare minimo del 20 per cento. Nel 2016 – ha detto inoltre sono stati avviati provvedimenti in tutti gli Assi prioritari, che hanno portato a un costo totale ammissibile di oltre 29 milioni di euro. In particolare, per l’Asse Occupazione e per l’Asse Istruzione e formazione i provvedimenti sono stati posti in un’ottica integrata all’interno del Piano del Lavoro 2015-2017, con circa 70 milioni di euro di risorse di cui 67 milioni dal Por Fse 2014-2020, che ha cercato di raggiungere in maniera coordinata i diversi target di utenza, con una variegata strumentazione di politiche attive quali Garanzia giovani, il ‘pacchetto adulti’, ‘Smart’ per creare figure da inserire nei settori e nelle aree tematiche oggetti di intervento Fesr e nei settori a elevata innovazione, e ‘Cresco’, quest’ultimo per le imprese resilienti della nostra regione, le più innovative, con oltre 500 assunzioni a tempo indeterminato previste che prevediamo di raddoppiare nel corso dell’anno”.

Occupazione. “Con il 2017 – ha detto fra l’altro – l’occupazione regionale torna a mostrare un trend positivo, sebbene a questo non si associ una diminuzione della disoccupazione. Nel primo trimestre dell’anno l’occupazione umbra si attesta a quota 359mila, con una crescita che ha riguardato unicamente l’occupazione alle dipendenze (271mila, 9mila in più su base annua) che ha più che compensato la flessione dell’occupazione autonoma. Il tasso di occupazione umbra ha fatto registrare la crescita di un punto, attestandosi al 63,5 per cento, superiore al dato medio nazionale che è del 57,2 e a quello medio delle regioni centrali. Il tasso di disoccupazione è ora pari al 10,4 per cento, ben al di sotto di quello nazionale che è del 12,1 e in linea con il dato dell’Italia centrale”.

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