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Regione, è scontro sul Defr, Tesei: “L’Umbria riparte”. L’opposizione attacca

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Regione, è scontro sul Defr, Tesei: “L’Umbria riparte”. L’opposizione attacca

Redazione politica
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Palazzo Cesaroni, sede del consiglio regionale

PERUGIA -L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza il Documento di economia e finanza regionale 2021-2023. I voti favorevoli sono stati 13, dalla maggioranza, e quelli contrari otto, della minoranza.  L’atto è stato votato al termine di un acceso dibattito tra gli esponenti delle varie forze politiche. Un confronto che si è svolto in streaming per le esigenze di tutela della salute conseguenti alla pandemia da Sars-CoV-2.

“In questo Defr c’ è una nuova visione strategica, sostenere le imprese perché il lavoro è l’unica risposta strutturale alla povertà, un obiettivo da raggiungere nel modo più veloce possibile”: così la presidente della Regione Donatella Tesei ha illustrato lunedì in consiglio regionale il documento di economia e finanza dell’Umbria.”Ha una chiara cifra politica e strategica, con uno sguardo rivolto al futuro e legato alla crescita dell’Umbria” ha aggiunto.

Novità rispetto al passato. Tesei ha parlato di “un documento molto diverso dal passato”. “Il Defr – ha aggiunto – è un documento strategico. Serve il contributo di tutti. Parte da alcuni dati. L’ Umbria è arrivata all’ emergenza Covid in una situazione economica difficilissima, che dobbiamo tentare di invertire. Il senso istituzionale non può farci prescindere da alcuni dati. Il Pil umbro dal 2008 a 2018 ha perso 12,8 punti percentuali, in Italia il 3,3. In 10 anni siamo andati quattro volte peggio di un Paese in difficoltà. La spesa ha perso oltre il 5 per cento contro l’ 1,7 del Paese, ancora quattro volte peggio. Il reddito disponibile delle famiglie ha perso 6 punti percentuali. La produttività è arrivata a 88 punti mentre 15 anni fa eravamo in media”.

Danni da Covid. “Il Covid – ha sottolineato – ha colpito una regione che già partiva con dati allarmanti. In più è una regione invecchiata, in decremento demografico. Ci sono delle statuizioni consolidate nel passato e che dovremmo affrontare. La macchina regionale era da riorganizzare completamente. Il bilancio era ed è ingessato, caratterizzato da prospettive che non ci lasciano ampio margine, anche perché stiamo cercando di riorganizzare problematiche pregresse come il trasporto”.

Nuova programmazione. Per la presidente “il tema dei temi sarà la Nuova programmazione comunitaria”. “Su questo – ha aggiunto – ci dovremo concentrare per il futuro dell’ Umbria. Il Covid ha colpito una regione in cui esisteva il falso mito del salvagente della pubblica amministrazione. Il Defr dimostra che questa è una terra tra le più vulnerabili al Covid. In questo quadro ci si attendono Pil e consumi ai minimi storici dai quali ripartire. La ripresa in estate non ha riguardato solo il turismo ma anche i consumi, con un risultato tra i migliori in Italia. Questo a testimonianza che siamo riusciti a tenere viva e reattiva l’ Umbria con tutte le misure messe in campo”.

Prospettive 2021. Tesei ha poi illustrato le prospettive per il 2021: “Dovremo  continuare a tenere sotto controllo la tenuta del tessuto socio economico della Regione con misure di sovvenzione di grande portata, con misure di prospettiva per il rilancio post Covid. Una logica di doppio binario che appena possibile ci potrà portare a innestare la marcia dello sviluppo. Il Defr punta sul recupero della fiducia per il rilancio, con iniziative per rendere attrattiva l’Umbria per venirci a vivere, a fare imprese, a poter lavorare”. I temi sul piatto continuano ad essere gli stessi, da anni: infrstrutture moderne, snellimento burocratico, potenziamento dell’aereoporto, digitalizzazione, sviluppo della manifattura, turismo, rafforzamento della sanità pubblica  con un nuovo piano sanitario. Nel Defr c’ è un ruolo nuovo delle partecipate, al servizio dei cittadini.

Risorse. La Tesei ha spiegato che le  risorse per tutto questo provengono dalla riprogrammazione comunitaria dei fondi non spesi: 98milioni di euro allocati, spesi per il 40 per cento nel 2020 e da spendere per il 60 per cento nel 2021. Dalla riprogrammazione Fsc vengono 98 milioni da spendere nel 2021 al cento per cento.  Poi ci sono le nuove risorse comunitarie 2021-2027 che si stimano intorno ai 700 milioni di euro per Fesr e Fse, 100 l’anno. Per il Psr si stimano 800milioni, 115 all’ anno, da confinanziare. Oltre a questo ci sono le misure anti-Covid, che la Tesei giudica insufficienti.

La replica di Paparelli. Arriva a stretto giro la risposta di Fabio Paparelli, portavoce dell’opposizione. “”La presidente ha recentemente dichiarato con un annuncio roboante di aver ‘ rimesso in moto l’Umbria’. Una dichiarazione molto impegnativa, esilarante, quasi ironica anche perché al contempo usciva un’ altra notizia, ossia che neanche il commissario nominato dal prefetto di Perugia era riuscito ad evitare il fallimento del Comune di Montefalco che lei, presidente, ha condotto al disastro
finanziario”. Paparelli contesta il fatto che “le poche certezze poggiano su programmi e piani di spesa della Giunta precedente. L’unica risposta che avete prodotto nel 2020, a seguito dell’ emergenza economica e rispetto alle necessità incombenti delle imprese, è stato il Bando Re-Start: un fallimento sia per l’ esiguo numero di imprese che ne hanno beneficiato, sia perché le stesse, in virtù della loro natura oltre che per le stesse caratteristiche del bando, erano imprese già bancabili”.

Via libera In chiusura di dibattito è stato approvato a maggioranza il Documento di economia e finanza regionale 2021-2023. I voti favorevoli sono stati 13, dalla maggioranza, e quelli contrari otto, della minoranza.

 

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