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Regione, dopo il referendum un nuovo piano d’intesa con le Province: diversi i nodi sul tavolo. Mismetti ritira le dimissioni da presidente

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Regione, dopo il referendum un nuovo piano d’intesa con le Province: diversi i nodi sul tavolo. Mismetti ritira le dimissioni da presidente

Redazione politica
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Un'assemblea dei dipendenti della Provincia di Perugia

PERUGIA – Dopo l’esito referendario, anche per dossier Provincie sembra aprirsi una fase del tutto nuova. Nel frattempo il sindaco di Foligno Nando Mismetti che una decina di giorni fa aveva rassegnato le dimissioni da presidente della Provincia di Perugia decide di tornare sui suoi passi. Ma partiamo dalla presa di posizione che arriva dalla Regione. “Dal quadro referendario che si è determinato con il voto di domenica scorsa, emerge la necessità di avviare un percorso che porti ad una intesa istituzionale tra Regione e le Province di Perugia e Terni che costituisca un punto di riferimento chiaro e stabile per gli enti”. Questo l’annuncio dell’assessore regionale alle riforme Antonio Bartolini aggiungendo che fin dall’inizio del mese di gennaio si inizierà a lavorare per questo obiettivo. “Dopo la definizione dei problemi legati al personale, compreso quello appartenente alla Polizia Provinciale, che è stato ricollocato in Regione, nei Comuni ed in molti Uffici Statali, vogliamo affrontare, per risolverle nel migliore modo possibile, le difficoltà che sono sul tappeto”.

Scuole e strade “In particolar modo, ma non solo, le due grandi questioni della viabilità e dell’edilizia scolastica (materie rimaste anche nelle competenze delle province) e ovviamente la definizione di un quadro generale di attività che permetta a Province stesse di operare con un minimo di stabilità e sicurezza finanziaria”. Sull’edilizia scolastica l’assessore Bartolini afferma che la Regione “rafforzerà gli impegni già presi sul fronte dell’edilizia scolastica tramite l’impiego di risorse aggiuntive che saranno disponibili nel biennio 2017-2018, a favore di Comuni e Province e previa intesa con Anci Umbria ed il Consiglio delle Autonomie. In questo quadro, oltre ovviamente all’utilizzo dei fondi straordinari che saranno disponibili per la ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici danneggiati dal terremoto, si potrà disporre di 8 milioni di euro sia nel 2017 che nel 2018 provenienti dal Fondo regionale della Protezione civile e quelli che verranno con molta probabilità messi a disposizione della legge di stabilità e dalla programmazione europea”. “Sul versante della viabilità, difronte alla situazione di difficoltà rappresentata dalle Province stesse invece – ha aggiunto Bartolini – ci riserviamo di proporre al Governo nazionale un nuovo accordo nell’ambito dei Patti che verranno presumibilmente sottoscritti nel corso dell’anno prossimo per l’utilizzo dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. In questo quadro potranno essere inseriti gli interventi per la manutenzione straordinaria e nuovi investimenti per il miglioramento della rete stradale. Nel frattempo ovviamente – ha concluso l’assessore – vanno avanti i progetti avviati come quello di Arpa Umbria finalizzata all’acquisto di Isola Polvese in cui saranno localizzate le attività di studio e ricerca sulle tematiche ambientali riguardanti gli ambienti lacustri”.

Mismetti ci ripensa Nel frattempo, come detto in apertura, sono state revocate da Nando Mismetti le dimissioni dalla carica di presidente della Provincia di Perugia. Lo ha fatto questa mattina con una lettera inviata ai consiglieri e al segretario generale dell’Ente.
Si tratta di una decisione scaturita – è detto nella lettera – “a seguito degli incontri istituzionali avuti con la Regione Umbria e degli impegni dalla stessa assunti, volti a raggiungere un’intesa tra Regione e Province, al fine di garantire una stabilità economica e finanziaria degli enti di area vasta”.
La revoca delle dimissioni di Mismetti fa seguito all’esito del referendum, che ha confermato la Provincia come organo costituzionale con la conseguente necessità di riconsiderare il ruolo e le competenze dell’Ente.

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