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Referendum, in Umbria il no si attesta al 51,2%, il sì al 48,8%. La mappa del voto Comune per Comune

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Referendum, in Umbria il no si attesta al 51,2%, il sì al 48,8%. La mappa del voto Comune per Comune

Redazione politica
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Il voto in un seggio di Perugia

PERUGIA – Il popolo italiano ha deciso. La riforma costituzionale è stata rigettata con 17 milioni e 600mila No, pari al 59,7%. D’altro canto, sono stati 11 milioni e 800mila i Sì, ovvero il 40,2%.

Affluenza record Boom di votanti in Umbria (73,47% degli aventi diritto), con una media al di sopra di quasi 5 punti rispetto a quella a livello nazionale (68,48). In provincia di Perugia hanno votato 367.984 elettori su 498.352 (73,84%). In provincia di Terni hanno posto la scheda nell’urna 128.422 elettori su 177.258, il 72,44%. Il Comune umbro dove si è votato di più è stato San Venanzo (79,26). La minore percentuale di votanti è stata registrata a Norcia (43,68).

Il No vince anche in Umbria Con un margine di vantaggio assai minore a quello nazionale, il No ha avuto la meglio anche nel cuore verde d’Italia. 251.908 sono stati i contrari alla riforma, 240.346 i favorevoli.

In Provincia di Perugia vittoria del No sul filo di lana Circa 1500 voti hanno diviso i due fronti nella provincia di Perugia (183.221 No contro 181.713 Sì, tradotti in percentuali il 50,21 contro il 49,79). A Perugia città affermazione del Sì, attestatosi su 46.737 voti (50,97%). 44.963 perugini hanno scelto invece il No (49,03). Gli altri grandi centri della provincia sono stati eterogenei sul voto. Il No conquista Assisi, Foligno, Todi e Spoleto. Il Sì trionfa a Gubbio, Gualdo Città di Castello, Umbertide e nella quasi totalità dei comuni del Trasimeno.

A Terni successo del No Anche in provincia di Terni l’affermazione del No è stata netta: 53,95 % (68.687 voti) contro 46,05% (58.633 voti). Nella città dell’acciaio i No sono stati 32.654 (54,13%), i Sì 27.672 (45, 87%). Nella provincia di Terni il si vince in gran parte dei comuni dell’orvietano (Allerona, Baschi, Parrano, Montegabbione, Monteleone di Orvieto e San Venanzo) ma non nel comune capofila del comprensorio e non a Porano e Castelgiorgio. Vince poi a Polino, tradizionale baluardo della sinistra. Il piccolo comune della Valnerina è anche quello con l’affluenza più alta con il 75,72% mentre Ferentillo ha quella più bassa, facendo registrare il 66,37. Il fronte del No fa il massimo bottino a Lugnano in Teverina, comune governato da una maggioranza trasversale che mette insieme un sindaco renziano e un gruppo variegato che arriva sino a Fdi-An.

In provincia di Terni In provincia di Terni ha prevalso il NO con il 53,95 per cento dei voti. Il SI si è attestato al 46,05 per cento. Ha votato il 72,44 per cento, pari a 128.422 votanti a fronte di 177.258 aventi diritto. Il NO ha ottenuto 68.687 voti, il SI 58.633, le schede bianche sono state 320, le nulle 780, 2 quelle contestate o non assegnate.

I risultati comune per Comune

PROVINCIA DI PERUGIA ASSISI SI 46,14% – NO 53,86%; BASTIA UMBRA SI 47,55% – NO 52,45%; BETTONA SI 47, 12% – NO 52,88%; BEVAGNA SI 50,82% – NO 49,18%; CAMPELLO SUL CLITUNNO SI 49,21% – NO 50,79%; CANNARA SI 45,14% – NO 54,86%; CASCIA SI 46,68% – NO 53,32%; CASTEL RITALDI SI 45,12% – NO 54,88%; CASTIGLIONE DEL LAGO SI 57,05% – NO 42,95%; CERRETO DI SPOLETO SI 47,96% – NO 52,04; CITERNA SI 52,23% – NO 47,77%; CITTA’ DELLA PIEVE SI 54,40% – NO 45,60%; CITTA’ DI CASTELLO SI 52,12 – NO 47,88; COLLAZZONE SI 45,61% – NO 54,39%; CORCIANO SI 49,88 – NO 50,12; COSTACCIARO SI 46,84% – NO 53,16%; DERUTA SI 47,63% – NO 52,37%; FOLIGNO SI 44,80% – NO 55,20%; FOSSATO DI VICO SI 49,28% – NO 50,72%; FRATTA TODINA SI 54,33 – NO 45,67%; GIANO DELL’UMBRIA SI 46,12% – NO 53,88%; GUALDO CATTANEO SI 42.82% – NO 57,18; GUALDO TADINO SI 50,50% – NO 49,50%; GUBBIO SI 53,29% – NO 46,71%; LISCIANO NICCONE SI 49,68% – NO 50,32%; MAGIONE SI 53,41% – NO 46,59%; MARSCIANO SI 50,53% – NO 49,47%; MASSA MARTANA SI 47,95% – NO 52,02%; MONTE CASTELLO DI VIBIO SI 45,73% – NO 54,27%; MONTEFALCO SI 48,44 – NO 51,56; MONTELEONE DI SPOLETO SI 41,47% – NO 58,53%; MONTE SANTA MARIA TIBERINA SI 54,72% – NO 45,28%; MONTONE SI 58,99% – NO 41,01; NOCERA UMBRA SI 42,12& – NO 57,88%; NORCIA SI 44,41% – NO 55,59%; PACIANO SI 67,86% – NO 32,14%; PANICALE SI 55,56% – NO 44,44%; PASSIGNANO SUL TRASIMENO SI 49,50% – NO 50,50%; PERUGIA SI 50,97% – NO 49,03%; PIEGARO SI 53.00% – NO 47,00%; PIETRALUNGA SI 48,52% – NO 51,48%; POGGIODOMO SI 63,46% – NO 36,64%; PRECI SI 52,88 – NO 47,12%; SAN GIUSTINO SI 53,40% – NO 46,60%; SANT’ANATOLIA DI NARCO SI 45,19% – NO 54,81%; SCHEGGIA E PASCELUPO SI 49,81% – NO 50,19%; SCHEGGINO SI 51,81% – NO 48,19%; SELLANO SI 47,98% – NO 52,02%; SIGILLO SI 51,96% – NO 48,04%; SPELLO SI 45,85% – NO 54,15%; SPOLETO SI 47,84% – NO 52,16%; TODI SI 47,03% – NO 52,97%; TORGIANO SI 51,27% – NO 48,73%; TREVI SI 46,60% – NO 53,40%; TUORO SUL TRASIMENO SI 51,20% – NO 48,80%; UMBERTIDE SI 53,30% – NO 46,70%; VALFABBRICA SI 43,47% – NO 56,53%; VALLO DI NERA SI 54,98% – NO 45,02%; VALTOPINA SI 51,57% – NO 48,43%

PROVINCIA DI TERNI ACQUASPARTA SI 46,38% – NO 53,63%; ALLERONA SI 55,47% – NO 44,53%; ALVIANO SI 46,72% – NO 53,28%; AMELIA SI 43,76% – NO 56,24%; ARRONE SI 44,63% – NO 55,37%; ATTIGLIANO SI 37,92% – NO 62,08%; AVIGLIANO UMBRO SI 43,02% – NO 56,98%; BASCHI SI 51,62% – NO 48,38%; CALVI DELL’UMBRIA SI 38,17 – NO 61,83%; CASTEL GIORGIO SI 39,26% – NO 60,74; CASTEL VISCARDO SI 47,05% – NO 52,95%; FABRO SI 49,60 – NO 50,40%; FERENTILLO SI 47,34% – SI 52,66%; FICULLE SI 43,01% – NO 56,99; GIOVE SI 44,05 – NO 55,95%; GUARDEA SI 39,76% – NO 60,24%; LUGNANO IN TEVERINA SI 35,86% – NO 64,14; MONTECASTRILLI SI 45% – NO 54,65%; MONTECCHIO SI 45,87% – NO 54,13; MONTEFRANCO SI 37,75 – NO 62,25; MONTEGABBIONE SI 54,90% – NO 45,10; MONTELEONE D’ORVIETO SI 53,85% – NO 46,15; NARNI SI 48,48% – NO 51,52; ORVIETO SI 47,70% – NO 52,30; OTRICOLI SI 37,93% – NO 62,07; PARRANO SI 58,92% – NO 41,08; PENNA IN TEVERINA SI 45,25% – NO 54,75%; POLINO SI 58,55% – NO 41,45%; PORANO SI 46,43% – NO 53,57%; SAN GEMINI SI 46,69% – NO 53,31%; SAN VENANZO SI 56,59% – SI 43,41%; STRONCONE SI 40,23% – NO 59,77%; TERNI SI 45,87% – NO 54,13%

Scenario E ora? Gli occhi sono tutti puntati sul Pd: mercoledì si riunirà la Direzione nazionale e si capirà in quella sede, quale scenario si aprirà da qui alle prossime settimane. Ma i ‘conti’ verranno fatti anche nel centrodestra dove Lega e Fratelli d’Italia vogliono elezioni anticipate mentre Forza Italia sembra essere più cauta. Il M5S gioca la sua partita in solitaria cercando, come è ovvio, di attrarre sotto le sue bandiere quello che è anche per larga parte un voto di protesta.

Reazioni “La sconfitta del Sì rappresenta un’occasione persa per il Paese di cambiare e di innovarsi. È stato bello crederci. È stato bello spendersi fino alla fine per un paese migliore. Il voto va rispettato, anche se l’amarezza è grande”, così il segretario regionale del Pd Umbria Giacomo Leonelli a commento dell’esito del referendum costituzionale. “Il mio più sentito e sincero ringraziamento – ancora Leonelli – va a tutte quelle persone che si sono spese per il sì, impegnandosi a spiegare le regioni della riforma, stando in mezzo alla gente e senza mai abdicare al merito del voto. Tra queste tantissimi giovani che hanno accettato la scommessa di una campagna elettorale lunga e difficile con entusiasmo e passione, l’entusiasmo e la passione della buona politica”. “Rimane la consolazione, seppur piccola, del dato regionale: il sì, pur non vincendo, ottiene in Umbria il quarto risultato a livello nazionale dopo Trentino, Toscana ed Emilia Romagna e si afferma in territori importanti come il Trasimeno, l’Alto Tevere, Marsciano, Gubbio e Gualdo Tadino. Risultato importante – infine – a Perugia, città governata dal centrodestra e dai partiti del fronte del no, tra i quattro capoluoghi, insieme a Milano, Firenze e Bologna, a scegliere il Sì”. “Nei prossimi giorni – fa sapere Leonelli – e comunque entro la settimana, calendarizzeremo segreteria e direzione regionale per approfondire un’analisi sulle ragioni del voto e sulla bocciatura del sì in alcune aree importanti della regione”. “Con il voto di ieri gli elettori hanno protestato contro un sistema di potere vecchio, che nell’ultima settimana di campagna referendaria ha fatto ricorso a strategie di bassa lega parlando di bonus bebè, rinnovo dei contratti degli statali, fondi per l’Ilva e incremento delle pensioni”. Lo dichiara Marco Squarta, capogruppo di Fratelli d’Italia-An al Consiglio regionale, commentando l’esito del referendum costituzionale e sottolineando che “gli umbri non sono scivolati nel tranello: il Pd ha preso una brutta botta, dato che il sì ha vinto in appena 37 Comuni su 92. Ciò impone al Centrosinistra di fare i conti con la realtà che gli amministratori ancora si sforzano di nascondere sotto il tappeto. Nel 51,2 per cento dei casi ha pesato il forte malcontento degli umbri nei confronti di un Governo in cui non si riconoscono più: l’incertezza per il futuro regna incontrastata, gli indici di disoccupazione sono ancora troppo alti, la precarietà fa rima con flessibilità a vantaggio esclusivo di chi offre scampoli di lavoro senza garanzie”. Squarta aggiunge che “ci sarà tempo per analizzare il voto, ma la partecipazione dei cittadini, seconda per passione soltanto al referendum del 1993 nell’era di Tangentopoli, è un segnale inequivocabile. Renzi è uscito sconfitto in Valnerina: in quell’area gli sfortunati terremotati hanno avuto modo di testare le capacità dell’Esecutivo durante l’emergenza. In generale – conclude – ha perso l’arroganza di una sinistra impegnata a riscrivere le regole, per garantirsi l’eternità delle poltrone, tentando di riformare una Costituzione che il mondo intero ci invidia”. Parla anche il coordinatore ternano Alfredo De Sio: “In questo nuovo scenario che riconsegna la sovranità al popolo , il  quadrilatero delle regioni ad egemonia Pd perde pezzi e tra questi l’Umbria . Un segnale chiaro che dopo le elezioni regionali 2015 conferma il declino del centrosinistra nella nostra regione, aumentando gli spazi dell’alternanza possibile che, per quanto ci riguarda, perseguiremo  con una proposta   che punti all’unità delle forze politiche omogenee e sia  aperta  a tutti i contributi di coloro che vogliano creare le condizioni per una netta discontinuità a livello nazionale e locale a partire dalle sfide per i comuni nella prossima primavera”.

Così invece Emanuele Fiorini, consigliere regionale della Lega Nord: “Esprimo grande soddisfazione per l’esito del Referendum. Quasi il 60% degli italiani ha esternato sia il profondo dissenso per le riforme proposte, sia il malcontento nei confronti del Governo Renzi. La vittoria a livello nazionale del “no” ha trovato conferma anche in Umbria e soprattutto nella provincia di Terni, dove è stato espresso un voto che rispecchia il forte disappunto dei cittadini verso le politiche della Giunta Di Girolamo”. Interviene anche il Movimento Cinque Stelle Terni: ” Nessuno fra gli elettori esce sconfitto da questa votazione, chi si batte democraticamente per le proprie ragioni non perde mai. L’unico sconfitto a nostro parere è chi, trincerato nella propria autoreferenzialità ha ritenuto di non condividere attraverso percorsi democratici istituzionali, la riforma delle regole su cui si fonda la nostra democrazia. Una condotta che sembra contraddistinguere il Partito democratico a tutti i livelli istituzionali”.

(Servizio in aggiornamento)

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