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Referendum, cosa cambia in caso di approvazione della riforma

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Referendum, cosa cambia in caso di approvazione della riforma

Redazione politica
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Un seggio pronto per il referendum

Competenze delle Regioni Non ci sarà più la competenza concorrente. Sotto il controllo diretto dello Stato tornano energia, trasporti e infrastrutture strategiche, sicurezza sul lavoro, protezione civile e ricerca scientifica. Restano in mano alle Regioni tutela della salute, politiche sociali e sicurezza alimentare, istruzione e ordinamento scolastico. Previsto un tetto agli stipendi di presidenti di Regione e consiglieri regionali; saranno equiparati a quelli del sindaco del capoluogo regionale, quindi nel caso dell’Umbria percepiranno lo stesso emolumento del sindaco di Perugia. Stop ai rimborsi pubblici per i gruppi consiliari. Introdotta anche la ‘clausola di supremazia’, che consentirà allo Stato di intervenire in questioni prettamente regionali.

Addio province Le province non esisteranno più. Quindi la Repubblica sarà formata solo da Comuni, Città metropolitane, Regioni e Stato.

Nuovo Parlamento Solamente la Camera dei Deputati verrà eletta a suffragio universale. Il Senato sarà invece composto da 100 membri. 95 di essi saranno eletti in maniera proporzionale dai Consigli tra i propri membri e, uno per regione, tra i sindaci (74 membri saranno consiglieri regionali, 21 i primi cittadini) in conformità alle scelte espresse dagli elettori. Gli altri 5 membri potranno essere nominati dal presidente della Repubblica per un mandato non rinnovabile di 7 anni. Il voto di fiducia all’esecutivo e l’approvazione delle leggi spetteranno solo alla Camera. Il voto del Senato servirà nelle seguenti circostanze: leggi costituzionali, norme riguardanti le minoranze linguistiche, referendum, trattati dell’Unione europea, enti territoriali o l’elezione e la decadenza dei senatori. Per i futuri membri della camera alta non sono previste indennità aggiuntive, mentre resta l’immunità parlamentare. Non è più fissato il limite di 40 anni per essere eletti a palazzo Madama.

Poteri del governo La nuova Costituzione prevede il voto a data certa, così da permettere all’esecutivo di accelerare l’iter di approvazione di leggi ritenute importanti (massimo 70 giorni per giungere al voto definitivo). Sarà compito della Camera accogliere o no questo strumento.

Nuove modalità per i referendum In caso di vittoria del Sì saranno introdotti due nuovi tipi di referendum: quello propositivo e quello di indirizzo. Permane il quorum del 50%+1 per i referendum abrogativi, ma nel caso questi saranno sottoscritti da almeno 800mila cittadini il quorum si abbassa al 50%+1 di coloro che hanno votato nelle elezioni precedenti per il rinnovo della Camera.

Leggi di iniziativa popolare Da 50mila diventano 150mila le firme necessarie per presentare leggi di iniziativa popolare. Nella nuova Carta viene introdotta la garanzia costituzionale che la legge sarà discussa e votata dal Parlamento.

Elezione del Capo dello Stato Il presidente della Repubblica verrà scelto dai deputati e dai senatori. I delegati regionali non saranno più grandi elettori. Quorum di 2/3 degli aventi diritto nei primi tre scrutini. L’asticella scende a 3/5 dal quarto al sesto. Dal settimo basteranno i 3/5 dei votanti. Il Capo dello Stato potrà sciogliere solo la Camera, e il presidente di essa ne farà le veci come supplente.

Abolizione del Cnel Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro cessa di esistere.