domenica 20 Giugno 2021 - 10:48
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Razzo cinese in caduta libera, l’Italia è fra le rotte: anche l’Umbria in allerta

Caduta nella notte fra sabato e domenica:; oltre all'Umbria potenzialmente interessate Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Preoccupazione per il rientro incontrollato in atmosfera del lanciatore spaziale cinese ‘Lunga marcia 5B’, un razzo che il 29 aprile aveva portato in orbita il primo modulo della stazione spaziale cinese Tianhe-1 e che adesso è in caduta incontrollata verso la Terra

Umbria in allerta. Per questo si è tenuto il comitato operativo della Protezione civile, per un’analisi degli ipotetici scenari. “Al momento – spiega la Protezione civile in una nota – la previsione di rientro sulla terra è fissata per le ore 02.24 ore locali del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di  6 ore in più o in meno. All’interno di questo arco temporale sono tre le traiettorie che potrebbero coinvolgere l’Italia che, in totale, interessano porzioni di nove regioni del centro-sud, ovvero Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le previsioni di rientro saranno soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento del vettore spaziale stesso e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all’attività solare”,

Raccomandazioni. In base a questo, la Protezione Civile sottolinea che “alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti”. Inoltre, “è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate”.

Ed ancora: “frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti; è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto”.

 

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