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Provincia Terni, il ‘bollettino di guerra’ delle rsu: senza soldi, mezzi e personale

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Provincia Terni, il ‘bollettino di guerra’ delle rsu: senza soldi, mezzi e personale

Andrea Giuli
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TERNI – Sarà il maltempo, sara la vittoria del No al referendum del 4 dicembre scorso, sara che effettivamente qualche pesante problema esiste, ma la conferenza stampa delle rsu della Provincia di Terni, tenutasi martedì mattina, è stato un autentico bollettino di guerra, di critiche e lamentazioni. Politiche, verso la famigerata riforma Delrio (che cambiava le Province ma che ora è di fatto bocciata con l’esito referendario), ma soprattutto organizzative e tecnico-finanziarie sul fronte dei servizi essenziali da erogare. O meglio, che rischiano di non essere erogati o fortemente ridimensionati.

Strade e maltempo Di rappresentare sostanzialmente quella che a suo dire è la situazione su diverse strade di competenza provinciale è l’operaio tecnico del circolo stradale Narni2 – uno dei più grandi – Giovanni Veneri: “Noi cerchiamo di fare il possibile, anche rischiando di persona in qualche caso, visto che siamo reperibili 24 ore al giorno, tutti i giorni. Negli ultimi 3 anni il personale addetto alle strade e stato dimezzato, per non parlare della drastica riduzione dei fondi disponibili per il settore, dalle manutenzioni ai mezzi. Quest’ultimi, in gran parte dei casi, sono vecchi od obsoleti e parliamo di mezzi spargisale e spazzaneve che in questi giorni sono indispensabili. Tra l’altro, mi risulta che solo 2 circolo stradali su 8 del territorio provinciale siano in possesso di tali mezzi. Capite bene il quadro in cui operiamo”. A Veneri fa eco Giovanni Magi che non esita a far sapere che “stiamo talmente messo male e senza soldi che abbiamo potuto comprare il sale per le strade solo 5 giorni fa”.

Centri per l’impiego Per Graziella Cetorelli (Usb) la situazione dei Cip non è meno grave con “circa 30 addetti che sono sotto regime di avvilimento, recente strumento grazie al quale questi lavoratori del CPI della Provincia di Terni sono sotto la responsabilità diretta e organizzativa del dirigente della Regione. L’organizzazione del lavoro è al limite del sostenibile, con liste di attesa di oltre 1.000 colloqui per i più giovani ed oltre 1.000 per le persone più avanti negli anni. Praticamente, questi addetti sono dei cottimisti, per non parlare di alcuni atteggiamenti vessatori che ci vengono segnalati.

Ambiente A parlare – e anche qui son casi amari – è il responsabile della polizia provinciale, Mario Borghi, o, come dice lo stesso, “di ciò che resta di un servizio storico, in quanto quello che più ha pagato il lrezzo della riforma Delrio. La polizia provinciale, nonostante tutto, con i suoi pochi agenti sta continuando a cercare di garantire un servizio fondamentale come quello del monitoraggio e della tutela ambientale. Un’impresa oggi ardua, considerando che, dopo l’iscrizione in massa dei dipendenti al portale della mobilità, siamo rimasti in 6 addetti a svolgere mansioni e ruoli non certo trascurabili”.

Il neo-presidente Lattanzi  Quasi in una corale unità di intenti, sempre stamattina, è intervenuto sull’argomento, il presidente provinciale appena eletto:  “I tagli imposti in questi anni alle Province – ha detto in una nota il neoeletto presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi che si prepara domani a partecipare ad una seduta dell’Upi nazionale su questi temi – continuano a minare la loro capacità di fornire servizi. I 650 milioni in meno previsti poi per quest’anno rischiano seriamente di essere il colpo di grazia sui bilanci e di determinare il blocco totale dei servizi. Non essendo stato ancora assegnato il fondo indistinto di 970 milioni a disposizione di Regioni Province e Comuni riteniamo che sia assolutamente necessario che questo fondo venga utilizzato per compensare il taglio e ribadiamo che l’azzeramento del contributo non è sufficiente a mettere in sicurezza i bilanci se non viene accompagnato da misure finanziarie e contabili specifiche che consentano agli enti di evitare il dissesto e la chiusura dei servizi. Con la vittoria del NO le Province mantengono il ruolo di enti di area vasta con funzioni fondamentali su scuole, viabilità, trasporti e supporto ai Comuni. Per questo è fondamentale rivedere il complesso delle risorse da assegnare alle Province”.

 

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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