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Terni, via al progetto su parità di genere. Alessandrini: “Mai da noi”

Cronaca e Attualità

Terni, via al progetto su parità di genere. Alessandrini: “Mai da noi”

Redazione
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Una classe delle scuole elementari

AMELIA- L’educazione alla parità di genere entra nelle scuole ternane e come previsto, scoppia la polemica politica. L’ufficio della consigliera di parità della Provincia  Maria Teresa Di Lernia, insieme alla sua vice Ivana Bouchè annuncia di voler dare seguito l protocollo firmato tra il Miur e la Consigliera nazionale di parità sulla sensibilizzazione delle alunne e degli alunni alla parità di genere e per le pari opportunità”.

Il progetto, approvato dalla direzione didattica di Amelia e condiviso con i genitori degli alunni e con le docenti, è rivolto alle classi terza e quarta della scuola primaria Goffredo Mameli di Fornole di Amelia  e prevede attività laboratoriali che saranno modulate sul grado di maturità e crescita delle alunne e degli alunni, a partire dalla loro esperienza.

Bambole azzurre e soldatini, rosa. Questa la metafora utilizzata: “L’obiettivo – spiegano  – è approfondire le tematiche legate alla personalità, stimolando la riflessione su stessi, sulle proprie aspirazioni, su come siamo e come vorremmo essere. Sul versante della società – proseguono – si affronteranno gli stereotipi presenti nei media, nella letteratura, nelle fiabe, riflettendo sul ruolo delle donne nella storia e nella società”. Il progetto è stato curato ed è condotto  dall’associazione  di promozione sociale Forum Donne di Amelia, attivo da anni su tale tematiche nel territorio amerino”.

Alessandrini protesta. Apriti cielo, ovviamente, sul fronte ternano, dove l’assessore Valeria Alessandrini, della Lega, lancia strali pesanti e rilancia la ormai famosa ‘teoria del Gender’: “Nelle scuole di Terni non entrerà mai un progetto del genere. Come assessore della Lega esprimo fin da subito il mio disappunto – dice – Rispetto per tutti, ma giù le mani dai bambini. La scuola non può e non deve sostituirsi alla famiglia.  Non sono a mettere in discussione la professionalità della consigliera di parità che conosco e stimo. Non sono contro la discriminazione delle donne e degli uomini, anzi. All’interno del progetto “scuola sicura” che sto portando avanti con Questore e Prefetto di Terni, c’è un’ampia parte legata al contrasto alla violenza e alle discriminazioni contro le donne.
Tuttavia, all’interno di tale progetto di “educazione emotiva” per ora sviluppato solo a Fornole di Amelia, sono state inserite delle simbologie non appropriate soprattutto per bambini così piccoli. Leggo di obiettivi poco chiari e finalità che non mi sembra opportuno inserire nelle scuole. Ribadisco di essere a favore della lotta alla violenza e le discriminazioni, ma contraria all’insegnamento delle teorie gender nelle scuole. Per insegnare il rispetto delle donne non serve colorare di rosa i soldatini”.

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