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Province al voto, alta tensione tra Terni e Perugia. Lo stop di Leonelli: “No alla lista unica, il Pd non farà inciuci”

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Province al voto, alta tensione tra Terni e Perugia. Lo stop di Leonelli: “No alla lista unica, il Pd non farà inciuci”

Redazione politica
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Il consiglio provinciale di Perugia

PERUGIA-TERNI – Ebbene sì. Si vota ancora per le Province. In molti non lo avrebbero creduto (anche se non si tratta di un voto diretto dei cittadini) e in molti pensano ancora che le Province siano state soppresse. Invece esistono, sono solo state trasformate e adesso si chiamano, più o meno, enti di area vasta.

Scadenze e orari Dunque, al voto anche per le Province di Perugia e Terni. I termini di scadenza per la presentazione delle liste dei candidati ai consigli provinciali e a presidente delle Province sono fissati per domenica e lunedì prossimi. Domenica 18 dicembre sarà possibile presentare liste e candidati alla presidenza dalle 8 del mattino alle 20 all’ufficio elettorale al secondo piano di palazzo Bazzani, sede della Provincia di Terni. Lunedì 19 dicembre la fascia oraria è dalle 8 del mattino alle 12, sempre all’ufficio elettorale. Può essere eletto presidente uno dei sindaci in carica ed il cui mandato non scada prima dell’8 luglio 2018.

Eletti ed elettori, come si vota A consiglieri possono invece essere eletti i sindaci e i consiglieri comunali in carica alla data del 19 dicembre di quest’anno. Elettori sono i sindaci e i consiglieri in carica nei comuni alla data delle elezioni, le candidature a presidente devono essere sottoscritte da almeno il 15 per cento degli aventi diritto al voto. Ciascun elettore (solo si dai e consiglieri comunali di ciascun territorio provinciale al voto) avrà in mano due schede: una per i consiglieri e una per il presidente. Ciascun elettore votante esprime un cosiddetto voto ponderale che esprime un valore corrispondente agli elettori del suo Comune. Ogni lista comprende al massimo 10 candidati per il consiglio provinciale (dieci sono i membri che lo costituiranno). E’ chiaro, per esempio, che nelle varie fasce di popolazione attribuite  acuascun Comune, i due capoluoghi di Provincia esprimnao un valore in qualche modo determinante.

Il palazzo della Provincia di Terni

Il palazzo della Provincia di Terni

Terni Il centrodestra più o meno riunito presenta la sua lista ‘Provincia civica’ e, con ogni probabilità il candidato alla presidenza sarà l’attuale sindaco di Amelia, La forzista Laura Pernazza, neviana di ferro e indubitabilmente sulla cresta dell’onda dal giorno della sua recente elezione. Fino in ultimo, però, in ballo per il centrodestra anche un candidato narnese. Per quanto riguarda il centrosinistra (ieri si è svolta una riunione ad hoc del Pd, azionista di maggioranza della coalizione) la lista, quasi certamente, si chiamerà ‘Progressisti, democratici e riformisti’ e avrà come suo alfiere candidato alla guida della Provincia, l’attuale sindaco di Guardea, Giampiero Lattanzi, boccian-breghiano di comprovata fede, nonché presidente provinciale facente funzione (dopo le dimissioni di Leo Di Girolamo) e presidente del Servizio idrico integrato. Pare che il nome di Lattanzi sia stato ufficialmente avanzato nella riunione di ieri dallo stesso sindaco di Terni. In qualche modo in corsa, sempre per il centrosinistra, anche Leonardo Grimani, sindaco di San Gemini che però potrebbe più verosimilmente fare parte della squadra del centrosinistra in caso di vittoria. Non risulta la presentazione di altre liste.

Perugia Qui Perugia, tenersi forti: il glorioso Palazzo della Provincia, assomiglia a un flipper impazzito e anche questa volta il Pd sembra dar man forte ai soliti pasticci che se lasciano indifferenti gli ormai rassegnati elettori, fanno invece sorridere gli addetti ai lavori. E allora, tanto per non farsi mancare nulla tra centrodestra e centrosinistra viene data alla luce la meravigliosa idea di presentare un listone unico bloccato. Tutti dentro e asserragliati. Sembrava uno scherzo: ma invece raccontano che il presidente Mismetti, dopo il mi dimetto anzi no, abbia trovato insieme il segretario provinciale democrat Andrea Rossi la via d’uscita: sì il listone unico è proprio una bella idea. E via. Nervosismi e commenti inaciditi dalle parti di piazza della Repubblica: “Ma questi qui vogliono portare i Cinque Stelle al 75% e farci travolgere tutti?”. In casa dei socialisti inizia la rivolta contro l’asse Bertini-Rometti e il segretario regionale Pd Leonelli raccontano che abbia perso la pazienza. La commedia dovrebbe finire con la ricandidatura di Mismetti, ma con molti scontenti, e con una lista che non copra il centrosinistra di ridicolo. Missione possibile? Al lavoro pompieri e pontieri tra cui il saggio Piero Mignini. Si vedrà.

Lo stop di Leonelli A sera arriva la presa di posizione ufficiale del segretario regionale Pd Leonelli che nel corso della Direzione piazza i paletti e chiude alla lista unica: “Sono per lasciare piena autonomia alle federazioni provinciali – ha detto Leonelli – ma ho manifestato la mia più totale contrarietà alla ipotesi di una lista unica col centro destra, sarebbe un segnale pessimo rispetto alla contendibilità delle cariche e rispetto alla esigenza di portare avanti le istanze del Pd nella più totale trasparenza”.