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Protezione civile, la Regione porta lo stanziamento a 300 mila euro: si pensa a legge bipartisan

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Protezione civile, la Regione porta lo stanziamento a 300 mila euro: si pensa a legge bipartisan

Redazione politica
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Un momento dell'incontro
Un momento dell'incontro

PERUGIA – I capigruppi del consiglio regionale hanno incontrato, martedì mattina, i rappresentanti della consulta regionale di Protezione civile alla presenza dell’assessore Paola Agabiti. A organizzare l’incontro Andra Fora del ‘Patto civico per l’Umbria’ durante il quale ha dichiarato: “Abbiamo tutti condiviso una serie di interventi immediati che si possono mettere in campo per efficientare al meglio il sistema di protezione civile. In particolare, l’assessore Paola Agabiti ha annunciato – ha sottolineato Fora – l’aumento dello stanziamento annuale che a partire dal 2020 raggiungerà l’importo di 200 mila euro l’anno per il triennio. Sulle altre modifiche, ad iniziare da una nuova legge regionale di riforma della legge 15 del 1994, lavoreremo insieme ed in maniera unitaria senza distinzione di parte”. Insomma, almeno su questo versante, nessuna contrapposizione. Ma nonostante questo non tutti sono contenti.

Giudizio  Nel ringraziare i capigruppo e il loro impegno a sostenere le richieste in sede di definizione del Bilancio 2020, la Consulta esprime “la più totale insoddisfazione sulla comunicazione data dall’assessore Paola Agabiti”. Nello specifico, come finanziamenti ordinari, a fronte della necessità di 700 mila euro, ne vengono stanziati 200 mila; per il Fondo regionale per l’emergenza calamità ne vengono stanziati 70 mila a fronte di richieste per emergenze certificate dai Comuni e Province di 1,8 milioni; come Fondi per il volontariato di protezione civile richiesti 300 mila e previsti appena 20 mila. “Abbiamo definito queste proposte al momento insufficienti – si legge in una nota della Consulta -, in particolare riteniamo che tali proposte siano il frutto non chiaro dell’importanza del sistema di protezione civile in una Regione dove i rischi idrogeologi, idraulici e sismici sono altamente presenti, dove il tema della previsione-prevenzione–pianificazione dovrebbe essere centrale nella politica regionale”.

Volontari Per quanto riguarda il volontariato “la proposta avanzata risulta perlomeno offensiva nei confronti 6.500 volontari, spina dorsale del sistema, volontari che anche in questi giorni stanno dando il proprio contributo nell’emergenza coronavirus presso l’aereoporto San Francesco di Assisi – sottolinea il presidente della Consulta Giuliano Santelli -. Abbiamo formulato le nostre proposte in termini di razionalizzazione delle risorse disponibili, indicando modalità e capitoli sui quali reperire risorse, abbiamo indicato in una più attenta gestione del bilancio, evitando duplicazione di servizi, chiesto di agire in un quadro solidale di tutti gli assessorati nel mettere a disposizione quote in percentuale per raggiungere gli obbiettivi di bilancio richiesti. Questi aspetti vedremo se saranno raccolti in una risoluzione unitaria dei gruppi consiliari presenti all’incontro. Pensiamo che Anci Umbria – rimarca – con tutti i sindaci debbano essere a conoscenza e informati del quadro che si è evidenziato, sapendo che sono proprio i cittadini e le loro comunità ed essere in serio rischio. Per questo abbiamo anche avanzato la richiesta di un incontro con il presidente dell’Anci Umbria Francesco De Rebotti”.

Nuova legge  “Come già annunciato, nella riunione con tutti i coordinatori e presidenti di associazioni facenti parte della Consulta ribadendo la disponibilità a continuare un confronto sui temi sia di bilancio che di Sistema (assicurazioni, bolli, visite mediche, antincendio boschivo) ci aspettiamo che in tempi brevissimi si vada alla definizione della nuova legge regionale vecchia del 1988 – conclude Santelli -. Per questo il 25 febbraio in occasione del prossimo Consiglio regionale il volontariato di Protezione civile sarà presente di fronte a palazzo Cesaroni con proprie delegazioni per chiedere che si accolgano le nostre richieste”.

 

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