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Comune Terni, si lavora ad un nuovo piano di predissesto: ipotesi fondo di rotazione

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Comune Terni, si lavora ad un nuovo piano di predissesto: ipotesi fondo di rotazione

Andrea Giuli
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Il cortile interno di Palazzo Spada

A.G.

TERNI – Durante una informale chiacchierata davanti a palazzo spada con il sottoscritto, varie settimane fa, tra il serio e il faceto (più serio che faceto), un importante assessore dell’attuale giunta Di Girolamo lo aveva detto: “Da qui non ce ne andiamo manco con il bazooka”.

Resistenza Ed effettivamente, nonostante le molte peripezie dell’amministrazione comunale, quella non-battuta dell’assessore armigero si è poi rivelata profetica, reale. Almeno fino ad oggi. Sarà un caso, ma bazooka o no, l’esecutivo di palazzo Spada pare si prepari ad aumentare le difese, tra rilanci e strategie, per non lasciare il passo.

Nuova versione del piano di predissesto Essenzialmente – così trapela – l’amministrazione starebbe preparando un’ipotesi di sostanziale modifica del piano di riequilibrio pluriennale (predissesto) già presentato, con l’idea (che pare si stia facendo strada) che l’attuale versione sia in realtà troppo ‘soft’ e, forse, non proprio adeguata alla sfida. Ma andiamo, più o meno, con ordine.

Vittorio Piacenti 2

L’assessore Piacenti d’Ubaldi

Ricorso pendente, tempi Fermo restando il ricorso annunciato dalla stessa amministrazione presso le sezioni riunite della Corte dei conti contro la bocciatura della medesima magistratura contabile del piano di predissesto comunale (dovrebbe essere presentato intorno al 18 settembre, l’esito è atteso entro fine ottobre), i vertici di palazzo Spada, gli uffici competenti ed il super-consulente legale recentemente acquisito ad hoc, sembra stiano studiando e approfondendo una serie di aspetti e di possibilità tecnico-normative.

Riunione di maggioranza Probabilmente, qualcosa di tutto ciò potrebbe essere accennato dall’assessore Piacenti d’Ubaldi già in una riunione di maggioranza che si dovrebbe tenere sabato prossimo, visto che l’assessore starebbe lavorando a delle non meglio precisate modifiche da apportare allo stesso piano di riequilibrio pluriennale, oltre alla stima maggiorata del valore di vendita delle Farmacie comunali e ad un accordo con l’Ater per l’alienazione di proprietà immobiliari.

Oltre l’eventuale bocciatura del ricorso Da quel poco che ad oggi trapela, queste sarebbero le strade e i percorsi oggetto di verifica da parte dell’amministrazione: intanto, come accennato, ci sarebbe la facoltà di approntare una nuova versione del piano ‘in corsa’, anche se quest’ultimo è attualmente sub judice. A maggior ragione, ciò potrebbe avvenire il giorno dopo la pronuncia delle sezioni riunite della Corte dei conti sul ricorso di palazzo Spada, anche qualora questa fosse di bocciatura (ma, attenzione, la recente giurisprudenza in tal senso è piuttosto favorevole ai Comuni ricorrenti). In altre parole, secondo alcune interpretazioni giuridiche, anche in presenza di una bocciatura del ricorso del Comune, la parola fine sulle sorti dell’amministrazione Di Girolamo non sarebbe affatto automatica. Nè scontata.

Fondo di rotazione? Ma il punto, lo snodo vero che sarebbe al centro delle attuali ipotesi e approfondimenti dell’amministrazione comunale – ipotesi, ovviamente, anche legata al verdetto sul ricorso – è quella di un eventuale ricorso al famigerato fondo di rotazione dello Stato, soluzione che, a differenza della gran parte dei Comuni in predissesto, palazzo Spada ha inteso finora evitare. Il fondo di rotazione, infatti, a fronte del soccorso economico statale, implica una serie di obbligatorie misure draconiane per gli enti che vi accedono: aumento massimo delle aliquote di tasse e tributi locali, riduzione del 10% delle spese per la prestazione di servizi, riduzione sensibile del debito, forte limitazione dei costi per il personale. E non solo. Evidentemente, uno scenario ancora ipotetico, ma per la prima volta non alieno dalle discussioni ed elucubrazioni di palazzo. Chiaro che una svolta di questo tipo – eventualmente entro il prossimo mese di ottobre – non potrà non essere anche valutata sul piano squisitamente politico, viste le conseguenze di cui sopra sulle tasche dei cittadini e sulle dinamiche dello stesso Comune. In alternativa, c’è il commissario prefettizio e, quindi, il voto anticipato.

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Andrea Giuli
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