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Polo universitario ternano, le richieste e la ricetta del Pd per il rilancio

Politica

Polo universitario ternano, le richieste e la ricetta del Pd per il rilancio

Andrea Giuli
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TERNI – La direzione comunale del Partito Democratico di Terni ritiene, come già più volte affermato, che la strategicità della presenza dell’università, dell’alta formazione e della ricerca nella nostra città è fortemente legata al modello di sviluppo che si vuole perseguire per il sistema economico e sociale territoriale. Tale legame infatti può rappresentare un elemento di forte dinamicità per tutta la regione ed un’opportunità di crescita per l’Ateneo di Perugia. L’impegno dell’Università nel mantenere strutture e corsi nel territorio è importante al pari di quello assicurato negli anni da Regione e Comune. Nell’interesse comune, siamo convinti sia necessario che i vari attori lavorino insieme per l’aumento della qualità ed il rafforzamento dell’offerta nel territorio ternano. A tal proposito il Pd sollecita un impegno da parte di Ateneo, istituzioni, Fondazioni bancarie, ma anche e soprattutto privati, ad una collaborazione strutturata. Per riunire più soggetti nello sviluppo dell’innovazione e della ricerca nel territorio e per supportare progetti scientifici di alto profilo con una programmazione finanziaria dedicata, si sostiene l’adozione di uno strumento quale la fondazione o la fondazione di partecipazione. Il Pd chiede ai rappresentanti nelle istituzioni regionali e comunali che sia riconfermato per intero l’impegno finanziario assunto per Terni per la realizzazione di servizi e di alloggi dedicati agli studenti. E’ necessario favorire la localizzazione degli alloggi e dei servizi (quali mense o ristori, biblioteche, attività ricreative e simili) nel contesto delle sedi universitarie, anche al fine di valorizzare gli investimenti già realizzati e quelli previsti. Infine, il Pd di Terni ritiene indispensabile consolidare i percorsi formativi universitari presenti sul territorio, valutandone una specializzazione più spinta che rispecchi le peculiarità del territorio e valorizzando anche la presenza di aziende multinazionali, dei poli d’innovazione e di soggetti fondatori o soci dei cluster tecnologici nazionali, all’interno del piano nazionale per la ricerca 2015-2020″.

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