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Pietralunga, il prete pistolero a Le Iene: “Papa Francesco? Dice cavolate”

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Pietralunga, il prete pistolero a Le Iene: “Papa Francesco? Dice cavolate”

Redazione
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PIETRALUNGA – “Papa Francesco? Dice cavolate”. “Se entra un ladro a casa mia io sparo, prima in terra o in aria, poi se prosegue aggiusto il tiro e lo gambizzo”. “E se per caso lo uccide?” “Peggio per lui”. Parla come un qualunque elettore di Salvini e del resto dice di apprezzare le sue politiche, non solo sulla legittima difesa, ma anche in materia di immigrazione. Il problema é che a parlare é un sacerdote, don Antonio Mandrelli. Nei giorni scorsi, il parroco di Castelfranco di Pietralunga era salito agli onori delle cronache per essersi dichiarato favorevole alla legittima difesa. Ieri é stato oggetto di una visita de Le Iene e non solo ha confermato tutto, ma ha rincarato la dose: “Porgi l’altra guancia? Io non sono un minchione”. Pazienza se il Vangelo dice altro.

I cattolici per finta, quelli che il Vangelo si, ma a modo loro, esultano. Basta andarsi a guardare i commenti social. C’é gente che dice che tornerebbe a Messa solo per lui e questo dovrebbe come minimo suscitare una riflessione.

Prete e cowboy Il fatto é che la canonica di don Antonio sembra tutto meno che tale. Due fucili, una pistola e una carabina, tutti sequestrati dai carabinieri: “Mi fido piú del fucile e dei pallini che di Carabinieri e Polizia, ora che arrivano sai quanta gente é morta?”. Cosí, con non chalance, da un uomo di Chiesa e appunto, quando gli viene ricordato il quinto comandamento, non uccidere e che il  Santo Padre ha ribadito il concetto che nessuno puó arrogarsi di stabilire che per legge si puó uccidere, si permette anche di mettere in dubbio uno dei dogmi della Chiesa di cui é ministro, l’infallibilitá papale: “Anche lui dice cavolate a volte”. E l’ effigie che lo ritrae con  Papa Wojtila? “Lui non era minchione, avrebbe detto che é giusto”. E ancora: “Occhio per occhio, dente per dente”. Dal vangelo secondo don Antonio. Dev’essere una chiesa parallela, non c’e dubbio.

Mostra la camera da letto, racconta dei furti che ha subito, ultimo dei quali l’amata carabina.

Errori papali Poi parla dell’immigrazione: “Chiudiamo i porti ha ragione Salvini. Tutti questi negri (li chiama proprio cosí ndr) basta, che vengono a fare qui, a morire?”. Che scappino proprio per non morire, non gli viene in mente. “E quelli che sono in mare?” Don Antonio non risponde e recita a memoria il mantra del perfetto leghista: “Non devono venire qui, basta”. E non poteva mancare l’evergreen, il grande classico “Aiutiamoli a casa loro, bonifichiamo”.

Don Antonio imbraccia fiero il fucile e racconta che “fra poco uscirá il mio libro sará un best seller. Ci metto dentro tutte le mie sbornie, ma non alcoliche, d’amore”. E sciorina tutte donne che ha avuto prima di rispondere alla chiamata: “Quella de Todi, conosciuta a Lourdes, poi la donna d’la colpa, poi la perugina. Ma alla fine so’ rimasto prete e so’ contento”.

Neologismi  Poi – non prima di aver bestemmiato per aver sbattuto, premurandosi di precisare che non é cosí perchè la parola “Madosca” sarebbe a suo dire l’accezione polacca che indica la Vergine – saluta l’ inviata delle Iene e dice: “Quella é la finestra della mia camera, se vedi spuntare una canna, preoccupati”. Sorride, le impartisce la benedizione e saluta. Il dubbio su quale Vangelo predichi ci resta.

Nota a margine: L’inviata de Le Iene era travestita da suora, ma col velo e la divisa del programma. Quando lui le chiede “Sei suora?”, lei risponde “metá” e questo dovrebbe bastare. Ma lui, volendola bacchettare per essere stato apostrofato come una pecorella smarrita continua sempre a riferirsi a lei come fosse una vera religiosa: “voi monache siete delle pecoracce”.

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