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‘Piccole anime’, l’autore Francesco Raimondi presenta la sua opera

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‘Piccole anime’, l’autore Francesco Raimondi presenta la sua opera

Redazione cultura
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PERUGIA – Intervista a Francesco Raimondi, autore del libro “Piccole anime”, edito nella Collana Narrativa della Midgard Editrice.

Parlaci della tua opera, come nasce?

La mia opera nasce dalla più semplice delle esperienze, una giornata all’aperto passata con gli amici, a scherzare e chiacchierare. È la domanda “cosa penseranno le nuvole?” che mi stimola! Scrivevo spesso storie basate su una frase o un fatto accaduto che mi colpiva particolarmente, lo faccio ancora ovviamente, ed ognuna è come un seme gettato là, non è scontato che poi nasca qualcosa se nessuno se ne occupa, ma intanto è piantato! Piccole Anime” dunque comincia con un racconto che parla della ricerca di uno scopo, sin dal principio volevo che fosse particolare ed unico. Così gli altri si sono aggiunti per creare questa esperienza.

La tua opera ha spunti autobiografici o è di pura fantasia?

Chiaramente leggendola non ci sono dubbi che attinga ad esperienze personali, si tratta di quelle emozioni, quei sentimenti e frammenti di vita a cui per forza di cosa andiamo in contro. Li ho voluti raccontare però attraverso degli occhi che non fossero i miei, quindi ho deciso di farlo attraverso elementi naturali che sono rigorosamente privi di vita…dandogliene una! Questo, quello che spero, serve non solo a raccontare una piccola avventura emotiva, ma a farlo cercando di rendere quest’ultima per tutti, adattiva in base alle esperienze della singola persona che lo legge o quando lo legge addirittura.

Qual è il rapporto fra la scrittura e il resto della tua vita?

Diciamo che questo rapporto non nasce prima dei 19/20 anni, dunque parliamo di 10 anni fa ormai. Viene fuori dall’esigenza di creare delle mie storie e avventure personali che mettevano nero su bianco tutta quella fantasia che mi ronzava per la testa, merito i tanti film che guardavo, alla passione per il cinema in se e tutto ciò che ruota intorno ad esso, recitazione, scenografia e regia! Con le storie potevo essere io stesso il creatore di quelle avventure.Nel tempo la scrittura ha assunto altre sfaccettature, ad esempio come una finestra di sfogo, un momento personale in cui potevo gettare i miei dubbi su carta, rileggerli e chiarirmi le idee.

Che autori ti piacciono e ti ispirano?

Lo ammetto, non mangio libri, ne sono una persona che ne legge a pacchi, ma se dovessi scegliere, direi che Dan Brown mi ha stimolato molto, dei suoi racconti mi ha sempre affascinato quanto mi lasciava in sospeso tra un capitolo e l’altro. Inoltre mio padre aveva una vera e propria libreria personale, mi raccontava sempre di Wilbur Smith e dei suoi romanzi egizi, oppure dei thriller di Jeffery Deaver, ma ce ne erano tanti altri! Un altro piccolo racconto che mi è sempre piaciuto è “L’amante” di Marguerite Duras, c’è qualcosa in quella storia che mi ricorda di quando mia madre mi raccontava dei suoi genitori, vuoi i luoghi o le radici che ho.

Progetti futuri?

Diversi, come sempre! Quali vedranno la luce non ne sono certo. Per quanto possa essere bello poter scrivere dalla mattina alla sera, c’è il lavoro e tante altre passioni! In fondo bisogna cercare di fare quante più cose possibili, ognuno ha una sua lista personale e più caselle spuntiamo più saremo completi. Questa pubblicazione è già un traguardo importante, ora c’è qualcosa di mio in questo vasto ed enorme mondo fatto di carta, per quanto piccolo che sia mi rende felice e spero sarà un contributo apprezzato