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Bando periferie, Lega e M5S si smarcano in Regione, il Pd attacca

Terni Politica

Bando periferie, Lega e M5S si smarcano in Regione, il Pd attacca

Redazione politica
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Palazzo Spada

PERUGIA – Il piano periferie mette a nudo qualche crepa nella politica regionale. Il consiglio regionale ha infatti approvato a maggioranza Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (16 sì di Pd, SeR, Misto-MdP, Misto RP-IC, Misto Umbria-Next, Forza Italia; 4 astensioni Lega e M5S) una mozione “urgente” presentata stamani in Aula dai consiglieri del Partito democratico Giacomo Leonelli e Carla Casciari, cui si sono aggiunte poi le firme dei consiglieri Brega, Guasticchi (Pd), Rometti (Ser), Solinas (misto-MDP), Morroni (FI), Squarta (FDI), Ricci (misto-Rp/Ic), e De Vincenzi (misto-Umbria next) con cui si chiede alla Giunta di impegnarsi affinché il governo ripristini i finanziamenti dei bandi del “piano periferie” per Perugia e Terni, anche attraverso la sollecitazione di interventi da parte dei parlamentari umbri.

Fa rumore, in questo senso lo smarcamento di M5S e Lega. M%s che ha ottenuto la votazione separata, sulla prima parte (premessa e considerazioni) ha votato no insieme alla Lega, mentre sulla parte dispositiva si sono astenuti sempre insieme al partito del Carroccio.Secondo Liberati (M5S) il “documento trasuda malafede, perché sarebbe stato corretto ricordare anche che c’è stata una votazione unanime dei gruppi politici sul bando periferie e una sentenza della Corte Costituzionale che ha un peso notevole”. Mentre per Mancini (Lega) “il finanziamento dei progetti esecutivi delle periferie verrà inserito nella legge bilancio”.Vano dunque l’invito a fare squadra lanciato dalla presidente Marini e dai parlamentari Nevi e Grimani e dei due sindaci Romizi e Latini

PD all’attacco. In una dura nota, il consigliere del Pd di Terni Valdimiro Orsini va all’attacco e ‘chiama’ il sindaco Latini. “Il voto della Lega in Consiglio Regionale dell’Umbria sulla mozione che chiede al Governo il ripristino del Piano delle Periferie è un atto di sfiducia politica nei confronti del sindaco di Terni Leonardo Latini – scrive- che nelle scorse settimane aveva chiesto con insistenza al suo Governo di rivedere un provvedimento che penalizza fortemente Terni che si era vista assegnare dal Governo Gentiloni 13 milioni di euro poi spariti con il nuovo esecutivo. Il voto di astensione della Lega è ancor di più un atto oltraggioso nei confronti di Terni, città che, grazie al lavoro di progettazione avviato dalle scorse amministrazioni, ha pronti una serie di interventi che possono andare ad incidere effettivamente e qualitativamente sulle proprie periferie. Sul versante del tradimento degli interessi di Terni si posiziona anche il voto dei Cinque Stelle che in Consiglio Regionale hanno votato in maniera analoga alla Lega preferendo la polemica politica alle ragioni di una città che ha perso un importantissimo finanziamento per la miopia del Governo centrale che da un parte parla tanto di attenzione alle periferie e ai cittadini che ci vivono e dall’altra taglia risorse fondamentali per queste politiche. Il solito blaterare dei Grillini che si dicono tanto vicini al popolo ma poi non mantengono le promesse elettorali o distruggono quello che di buono hanno fatto i precedenti governi di centro sinistra, piano periferie in testa. Chiedo al sindaco Latini – continua – di esprimersi su questi comportamenti in Consiglio Regionale che penalizzano la nostra città, chiedo di censurare un voto assurdo, irrispettoso verso Terni, connotato dal miglior doppiogiochismo: dire una cosa nel consiglio comunale di Terni e farne un’altra nel Consiglio Regionale, a Perugia. Una politica che non porta alcun frutto per Terni.  E’ inutile che il sindaco Latini firmi appelli insieme ad altri sindaci colpiti dal taglio scellerato del Piano Periferie, si rivolga all’Anci, parli con i parlamentari del suo partito la Lega, e poi, i suoi rappresentanti in Consiglio Regionale, che nel caso di Terni coincidono oltretutto con quelli che siedono in Consiglio Comunale, facciano l’esatto opposto. Terni ha bisogno – conclude – di comportamenti chiari e trasparenti, le partite interne alla Lega non devono penalizzare la città. Terni avrebbe bisogno di un sindaco autorevole non di un soggetto che viene smentito in maniera così clamorosa dall’;operato del suo partito. Al di là dell’appartenenza politica, nell’interesse della Città, siamo a fianco del sindaco Latini e lo sosteremmo in ogni iniziativa che metterà in campo per recuperare questo importante finanziamento peril futuro di Terni”.

Interrogazione. Nei giorni scorsi,  l presidente del gruppo consilare a Palazzo Spada Francesco Filipponi, aveva anche presentato un’interrogazione con la quale impegnava il sindaco e la giunta “a manifestare al Governo e ai parlamentari eletti nella nostra regione l’assoluta contrarietà del comune di Terni al provvedimento, contenuto nel decreto-legge cosiddetto Milleproroghe, che dispone il differimento al 2020 dell’efficacia delle convenzioni concluse; ad attivarsi immediatamente presso tutte le sedi istituzionali coinvolte e ad avviare ogni iniziativa utile a preservare il piano nazionale per le periferie ed in particolar modo il progetto che riguarda la nostra città. Impegna, inoltre, il presidente del Consiglio comunale ad inviare copia della presente mozione urgente al presidente del Consiglio dei ministri e ai parlamentari eletti nella nostra Regione”.

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