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Petrucci si congeda dalla MotoGp: “Dieci anni bellissimi, ora punto alla DakaR”

Il gp della comunità Valenciana non ha segnato soltanto la fine della carriera di Valentino Rossi, ma anche la conclusione della decennale esperienza in Moto Gp d Danilo Petrucci, il centauro ternano

TERNI – Il gp della comunità Valenciana non ha segnato soltanto la fine della carriera di Valentino Rossi, ma anche la conclusione della decennale esperienza in Moto Gp d Danilo Petrucci, il centauro ternano.

Non ho rimpianti – ha dichiarato il pilota ternano – è facile guardare indietro e dire che qualcosa sarebbe potuto andare meglio. Ho fatto alcuni errori in passato. Nel 2016 avrei potuto vincere in Germania o a ad Assen, forse nel 2019 ero molto veloce ma ho sofferto molto essere la seconda guida. Anche quando ero veloce non ero sempre preso in considerazione e questa cosa l’ho sofferta e ho pensato a me stesso. Ho cercato di dimostrare chi fossi ma ho fatto diversi errori e perso posizioni in Campionato. Però sono contento di quello che ho fatto e penso che non ci sarà mai un altro pilota con la mia stazza in MotoGP. Gli ingegneri si spaventavano quando sapevano il mio peso, questo ha complicato le cose”.

Sogno Dakar

Ora per lui ecco l’avventura, in sella alla KTM alla Dakar: “Oggi KTM mi ha fatto una bella sorpresa, ai box c’era anche la moto con cui correrò la Dakar, la KTM 450 Rally. Non smetterò mai di ringraziare KTM, mi hanno voluto molto bene, avevo sempre desiderato correre con loro, aver fatto la MotoGP e fare la Dakar con questa casa è un grande orgoglio. Nonostante i risultati quest’anno siano stati al di sotto delle mie e loro aspettative, hanno visto l’impegno che ho sempre messo. Adesso mi aspetta un’altra sfida e non vedo l’ora di iniziarla”.

Il padre

“Sono stati dieci anni molto belli, un crescendo che ci ha portato anche qualche soddisfazione. Ora ci aspetta un’altra avventura: la Dakar era un sogno di Danilo e lui è pronto a realizzarlo”.

Così il padre di Danilo Petrucci all’Ansa: “”Siamo stati sempre molto presenti – racconta Danilo senior – da quando nostro figlio ha iniziato ad andare in moto per gioco davanti casa, fino a quando la cosa è diventata sempre più seria. E’ stata la sua tenacia ad aprirgli le porte della MotoGP e, soprattutto, a farlo rimanere in mezzo a tanti campioni in questi anni”.

    Dalla stagione 2012 Petrucci, 31 anni, ha corso 168 gare nella massima categoria, ottenendo in totale 10 podi, tra cui due primi posti, al Mugello nel 2019 e a Le Mans nel 2020.
“E pensare – ricorda Danilo senior – che, il primo anno, nelle prime gare con una moto costruita in casa, montata in un garage, Stoner ci dava 40 km/h. Ogni domenica c’era da combattere, sembrava di giocare un derby tra disperati, noi con le moto ‘non ufficiali’. Ma dopo tanto bussare, Danilo è riuscito a farsi strada e poi ad approdare alla Ducati. Ne ha prese tante, come Rocky, ma non si è mai arreso”.

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