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Perugia, via libera in commissione al nuovo centro uffici di Ponte San Giovanni

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Perugia, via libera in commissione al nuovo centro uffici di Ponte San Giovanni

Redazione
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Il progetto

PERUGIA – La commissione Urbanistica ha discusso e approvato questa mattina il progetto preliminare relativo al nuovo centro uffici e biblioteca a Ponte San Giovanni che, al termine del dibattito, ha ottenuto il favore di 8 consiglieri di maggioranza, mentre Partito democratico e Movimento 5 Stelle si sono astenuti. Come ha sottolineato l’assessore Calabrese nell’illustrazione del progetto, le sedi comunali presenti a Ponte San Giovanni (una biblioteca di pubblica lettura, la sede URP e Servizi Sociali, la sede dei Vigili Urbani e gli uffici decentrati Tiberina Sud – oltre ad una sede per il rimessaggio di mezzi ed attrezzature- sono tutte dislocate in maniera sparsa, peraltro in strutture che l’Amministrazione comunale ha in affitto. “Era necessario –ha spiegato- riassumere tutti questi servizi in un’unica struttura di proprietà, che non solo permettesse un risparmio, ma che soprattutto fosse rappresentativa dell’identità del quartiere, posizionata in un luogo strategico”. Calabrese ha anche ricordato come il progetto sia stato il frutto di un’ampia partecipazione tra uffici e cittadini, che se aveva visto critiche al primo progetto presentato, ha poi tenuto conto dei suggerimenti e delle esigenze espresse, tanto che l’ultimo progetto, presentato stamattina in commissione, ha ottenuto un ampio consenso da parte delle associazioni del territorio. Le stesse, infatti, -come si legge in una lettera che hanno inviato agli uffici, a seguito di una riunione in loco- “hanno espresso parere favorevole alla realizzazione del progetto per la sua gradevole e qualificante struttura architettonica, la centralità della sua ubicazione e per l’accorpamento dei servizi comunali che agevolerà i cittadini nel disbrigo delle proprie pratiche quotidiane.” Le stesse associazioni, peraltro, hanno chiesto che in fase di realizzazione si tenga conto della riqualificazione dell’area del mercato settimanale, dell’ampliamento della Sala polivalente da adibire, all’occorrenza, anche ad auditorium e dell’utilizzo del ribasso d’asta per la realizzazione di una sala polivalente a Balanzano.

Il progetto L’ingegner Antinoro è entrato più nel dettaglio, specificando come con la realizzazione del progetto sarà possibile dismettere tutte le sedi in affitto (per circa € 130.000,00 annuali) e contemporaneamente conseguire una riduzione globale delle spese di gestione grazie alla ottimizzazione dei contratti di fornitura (acqua, luce, gas) e di servizio (pulizia, guardiani). “Per la realizzazione dell’intervento –ha spiegato- è stata individuata una rata di terreno lungo via Cestellini, già di proprietà dell’amministrazione, collocata a lato dell’area su cui sorge la caserma dei Carabinieri e confinante sugli altri lati con l’area a parco pubblico e parcheggio. Attualmente l’area è classificata dal vigente Piano Regolatore Generale come area “Spu/Pzp” destinata alla realizzazione di piazze e spazi pedonali, che dovrà diventare invece zona classificata come Spu, per cui la commissione oggi -e il consiglio poi- sono chiamati, con una procedura semplificata, all’approvazione del progetto preliminare che significa anche l’approvazione dell’adeguamento delle previsioni del PRG”. Antinoro ha sottolineato come l’ampia partecipazione cittadina al progetto sia stato per gli uffici stessi un notevole stimolo a ripensare il progetto, con un risultato qualitativamente migliore rispetto al primo progetto e, soprattutto, un valore aggiunto sia per l’amministrazione che per la cittadinanza dato proprio dalla condivisione. Ad entrare ancora di più nel dettaglio del progetto preliminare è stato invece l’architetto Barcaccia che ha spiegato come l’edificio previsto avrà una superficie lorda di 905 mq, per ospitare in una sede unica tutti i servizi e funzioni del Comune: uffici, biblioteca e sala polivalente, per un importo complessivo di 1.600.000 euro che –ha precisato l’assessore Calabrese- sono stati coperti con il mutuo inizialmente previsto per Pieve di Campo, avendo ritenuto l’amministrazione, con il consenso delle associazioni locali, che il progetto in questione fosse prioritario. Ogni spazio avrà un ingresso autonomo, per garantirne la fruizione in orari diversi e in maniera indipendente. Si è voluto progettare un edificio semplice, ad un piano, accessibile a tutti, giocando sulla trasparenza con superfici vetrate, tranne che in alcune parti per esigenze di utilizzo, proprio per dare l’idea di uno spazio aperto e in comunicazione con la cittadinanza. L’area è situata al centro del quartiere di Ponte San Giovanni, in una linea ideale di servizi che dalla stazione arriva fino al Palazzetto dello Sport, e che vede proprio la nuova struttura come centrale e identitaria rispetto anche ad altri servizi presenti nella zona (Poste, ASL, scuole, CVA, Carabinieri).

Il dibattito Apprezzato il progetto da parte dei consiglieri Pittola (che ha sollevato qualche perplessità sulle vetrate per questione di privacy), Mirabassi (che ha chiesto di mantenere gli standard di parcheggio nella zona), Mignini, che ha affermato di apprezzare particolarmente la leggerezza con cui la struttura si va ad inserire nel contesto esistente. Più critico il capogruppo PD Mencaroni che ha sottolineato come, a suo avviso, sarebbe forse stato più opportuno verificare la possibilità di adattare strutture già esistenti piuttosto che costruire ex novo. Mencaroni ha anche richiamato l’attenzione sui parcheggi e sul mercato, che comunque già adesso presenta delle criticità e sulla mobilità della zona, dal momento che in essa gravita –e graviterà ancor più in futuro- buon parte della cittadinanza dell’area Nord di Perugia. Sugli aspetti ambientali e di efficienza energetica si è incentrato invece l’intervento del consigliere pentastellato Pietrelli. “Al di là delle soggettive valutazioni estetiche –ha detto- ricordo che il consumo di energia quasi zero sarà cogente a breve, forse già al momento della realizzazione della struttura, per cui chiedo che la progettazione tenga conto di questi aspetti anticipandoli.”. “Era sicuramente necessario –ha concluso Pietrelli- accorpare i servizi del quartiere e migliorarli, ma mi chiedo se effettivamente non si poteva cercare una soluzione sull’esistente, vista la cementificazione attuata a Ponte San Giovanni”. Dello stesso avviso anche la consigliera Borghesi, che –pur riconoscendo certi errori urbanistici fatti in passato a Ponte San Giovanni- ha ribadito come l’accorpamento dei servizi comunali potesse essere l’occasione per riqualificare l’area Acfi. Borghesi ha anche richiamato l’attenzione sulla funzionalità e la manutenzione futura degli spazi, sostenendo che le strutture pubbliche debbano tenere conto dei costi, al di là dell’esercizio estetico di progettazione. Apprezzamento per il progetto è stato espresso anche dai consiglieri Sorcini, Perari e Cenci. Sorcini, in particolare, ha sottolineato come il progetto evidenzi una controtendenza architettonica rispetto al passato, ancor più significativa perché realizzata in un quartiere che in passato è stato deturpato da scelte urbanistiche discutibili. Per il capogruppo di Forza Italia, contrariamente a quanto sostenuto dalla Borghesi, è invece fondamentale che si ponga attenzione all’aspetto estetico e, anzi, Perugia deve accelerare su questo aspetto per allinearsi con il resto d’Europa. Cenci, infine, ha tenuto a sottolineare non solo l’importanza di spazi di condivisione a disposizione della cittadinanza, ma anche l’opportunità oggi offerta dalle moderne tecnologie di coniugare soluzioni estetiche, funzionalità e risparmio energetico. Nel rispondere alle diverse sollecitazioni dei consiglieri, l’Assessore Calabrese ha sottolineato come il progetto parta proprio dalla volontà di non consumare nuovo suolo e come siano state valutate altre soluzioni a partire dall’esistente. In risposta alla consigliera Borghesi, Calabrese ha ribadito che la soluzione dei due comparti Acfi non è certamente praticabile, perché avrebbe voluto dire inserirsi in una procedura concorsuale in atto con allungamento dei tempi e spese ingenti. “Senza considerare –ha concluso- che Ponte San Giovanni merita, anche in virtù delle scelte urbanistiche che ha subìto, una sede comunale unitaria, centrale e di qualità, nella quale i cittadini si possano riconoscere”. Per il mercato, Calabrese ha, quindi, evidenziato che proprio perché già adesso esso presenta criticità evidenti si stanno valutando situazioni alternative con le associazioni stesse del territorio, tenendo comunque conto che, da parte dell’amministrazione, c’è l’impegno a reinvestire il ribasso di gara che certamente ci sarà nell’ambito della realizzazione dei nuovi uffici, per il decoro e la riqualificazione dell’area stessa. L’Ing. Antinoro ha anche aggiunto che, rispetto alla manutenzione e all’efficienza energetica, anche gli uffici si sono posti il problema, prevedendo soluzioni adeguate che poi saranno dettagliate in fase di progettazione definitiva.

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