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Perugia, turisti della droga dall’Albania, facevano staffetta: cinque in manette

Fra le piazze di rifornimento anche Passignano sul Trasimeno. Oltre agli arresti, 3 obblighi di dimora, disposti dal gip di Firenze su proposta della Dda fiorentina e della procura senese.

PERUGIA – Facevano arrivare dall’Albania giovani con il visto turistico per poi impiegarli come spacciatori e, al termine dei 90 giorni della durata del permesso, li sostituivano con altri.

Al loro arrivo in Italia li rifornivano di droga dandogli anche casa e auto oltre che cellulari con tutti i contatti degli acquirenti.

Proprio i telefoni venivano passati come testimoni tra i giovani che arrivavano in Italia e rientravano in Albania. E’ quanto ricostruito dagli inquirenti dell’operazione che ha portato all’esecuzione di 5 misure di custodia cautelare in carcere e 3 obblighi di dimora – su un totale di 11 ordinanze – disposte dal gip di Firenze su proposta della Dda fiorentina e della procura senese. A 6 contestato l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio.

La vicenda

Le indagini, avviate da oltre un anno a seguito di due arresti per spaccio a Montepulciano e condotte con intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno accertato che l’associazione, di cui facevano parte anche due donne di origine italiana e albanese, gestivano lo spaccio nel sud del Senese e in provincia di Arezzo e Perugia. Sequestrati oltre 3 etti di cocaina, vari cellulari e circa 50mila euro ritenuti proventi dello spaccio.
La droga veniva nascosta in un oliveto a Montepulciano (Siena).
Filmate poi due riunioni tra i vertici del gruppo e gli spacciatori: una vicino a un centro commerciale nella Valdichiana senese e una su una barca a Passignano sul Trasimeno (Perugia). “Le indagini proseguono per rintracciare le altre 3 persone raggiunte dalle misure cautelari e per risalire al luogo di provenienza della droga, presumibilmente da fuori Toscana e in parte dall’Albania” ha spiegato il pm di Siena, Siro De Flammineis. Di “grande risultato”, con un lavoro “lungo e faticoso condotto principalmente dal commissariato di Chiusi che è una piccola realtà” ha parlato il questore di Siena Pietro Milone

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