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Perugia, tra intrighi e misteri da svelare la Massoneria finisce in tribunale

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Perugia, tra intrighi e misteri da svelare la Massoneria finisce in tribunale

Redazione
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Un'aula di tribunale (foto d'archivio)

PERUGIA – L’accusa è di diffamazione, ma dietro si nascondono intrighi e misteri che coinvolgono i riti e le affiliazioni dell’antica e segreta associazione massonica italiana.

L’accusa. Leo Zagami deve comparire, domani, davanti al gup di Perugia per rispondere dell’accusa di diffamazione perché nel suo libro “Le Confessioni di un illuminato – tutta la verità sugli illuminati e il nuovo ordine mondiale”, «nel narrare i suoi rapporti con l’Obbedienza massonica della filiazione con Piazza del Gesù, capeggiata, quale Gran Maestro da Tucci Nicola» l’avrebbe definita «una pericolosa ramificazione della Frammassoneria calabrese legata a frange deviate del Vaticano, del Ministero della Difesa, della Guardia di Finanza», affermando di aver riscontrato «molte irregolarità massoniche» e «strane pretese», fino ad un ricovero coatto in un reparto psichiatrico, dal quale era fuggito grazie all’aiuto di un amico e all’intervento dei carabinieri. Le persone nominate in quel libro (Nicola Tucci e Antonio Mucciardi) non hanno gradito quanto vi era scritto e, ritenendolo falso e diffamatorio, hanno querelato l’autore. Sul perché si sia arrivati alla competenza di Perugia, inoltre, si apre un altro mistero.

La Massoneria in tribunale. Domani a Perugia, quindi, per la prima volta, i massoni “laveranno i panni” in pubblico. Cosa mai successa prima. «Un caso inedito per la giustizia italiana e mondiale che porta per la prima volta in un tribunale ordinario il tema delicato e mai toccato della Massoneria quale “Regolare” o “Irregolare” o “Deviata” – dice l’imputato Leo Lyon Zagami – come ho raccontato nel saggio massonico dal titolo “Le Confessioni di un Illuminato vol.1” pubblicato originariamente dalla Uno Editori nel 2012. Nel libro spiego solo che l’Obbedienza in questione capeggiata da Nicola Tucci e Antonio Mucciardi non è né regolare né riconosciuta dalle tre Obbedienze maggioritarie Italiane incluso il Grande Oriente d’Italia che ultimamente nella persona del suo Gran Maestro Stefano Bisi – prosegue Zagami – ha dovuto rispondere alle seguenti domande della Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi che ovviamente non conosce la differenza tra Massoneria “Regolare” e Massoneria “Irregolare” e “Deviata” che nulla ha a che vedere con le persone perbene del Grande Oriente d’Italia e spesso si nasconde in gruppi minori».

La posizione dell’imputato. «Il libro in cui viene contestato il reato non è più in commercio in Italia da due anni, e le frasi estrapolate nell’avviso delle conclusione delle indagini preliminari non sono state riportate fedelmente, ma prese fuori contesto, creando così una non accurata percezione delle mie affermazioni – racconta Zagami – “Irregolare” è termine Massonico che significa semplicemente non riconosciuta da nessuna delle Massonerie cosiddette maggioritarie e “Regolari” presenti nel nostri paese, “Deviata” in quanto i loro fini e i loro principi si discostano notevolmente da quella che viene reputata Massoneria speculativa di tipo tradizionale». Domani l’autore del libro chiederà di poter convocare alcuni maestri venerabili della Gran Loggia d’Italia «per chiarire la questione ai non esperti in materia, qualora fossero necessari per chiarire ulteriormente la faccenda e il mio ruolo in essa».

La Notiziaquotidiana.it è pronta ad ospitare le repliche e le spiegazioni delle parti offese nel procedimento che si discuterà domani in tribunale a Perugia.

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