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Perugia, taglio del nastro per la Scuola Senza Zaino a Ponte Felcino

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Perugia, taglio del nastro per la Scuola Senza Zaino a Ponte Felcino

Redazione
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fotografia di Giancarlo Belfiore

PERUGIA – È stata inaugurato pubblicamente stamani alla Scuola Primaria Bonucci di Ponte Felcino, a Perugia, il progetto Scuola Senza Zaino. Appartenente all’Istituto Comprensivo Perugia 14, la Bonucci, prima nel capoluogo umbro, ha aderito lo scorso mese di marzo, partendo ufficialmente con la prima classe a settembre. Alla Torre del Molino della Catasta, luogo del taglio del nastro iniziale, insieme ai cittadini, sono intervenuti la professoressa Daniela Pampaloni, fondatrice del progetto e oggi Responsabile Nazionale della Rete Senza Zaino, Antonella Gambacorta per l’USR Umbria, Francesca Pascolini dell’Università di Perugia, l’Assessore regionale Antonio Bartolini, gli assessori comunali Edi Cicchi e Diego Dramane Waguè per il Comune di Perugia, insieme anche al Presidente del Consiglio Comunale Leonardo Varasano, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Maria Pia Serlupini, la dirigente scolastica Marta Boriosi e i genitori degli alunni (che hanno arricchito l’inaugurazione con un coro di benvenuto).

Il ‘senza zaino’ è un gesto che va oltre l’atto reale. Gli studenti, infatti, oltre ad essere dotati unicamente di una tracolla leggera (personalizzata a proprio gusto) per i compiti a casa, fanno lezione in aule e arredate con mobilio funzionale, dotate di una grande varietà di strumenti didattici sia tattili che digital, e usufruiscono di metodologie innovative basate sui tre punti fondamentali cui si ispira: responsabilità, comunità e ospitalità. Partito nei primi anni 2000 in provincia di Pisa, come ricordato dalla Boriosi e dalla Pampaloni, il progetto vede ad oggi già ben 145 istituti partecipanti.

Una scuola diversa da quella tradizionale – Dove la scuola tradizionale è generalmente impostata sull’insegnamento trasmissivo e standardizzato impartito nei tipici ambienti definiti cells & bells (celle e campanelle), unidimensionali, dove le aule sono ammobiliate con le consuete file di banchi posti di fronte ad una cattedra, cui fanno da riscontro atri e spazi connettivi, la Scuola senza Zaino è più ospitale e aperta. Il che implica un impegno di cambiamento non solo materiale. “Per questo – sottolineato la dirigente Boriosi – voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo cambiamento, a partire dai genitori che ci hanno speso soldi e tempo, ai privati che ci hanno aiutato, agli insegnanti che ci hanno creduto e hanno sostenuto e sostengono questo nuovo modo di fare scuola”. Tuttavia l’ospitalità implica non solo costruire ambienti belli ed amichevoli, ma anche accogliere le diversità, far sì che ciascuno diventi responsabile per i propri e gli altrui talenti, originalità, bisogni e in generale per il precorso di crescita e di apprendimento. La responsabilità e l’ospitalità, infine, si aprono alla costruzione della scuola come comunità, luogo di condivisione, di cooperazione e co – costruzione del sapere. Su questi concetti si è incentrato l’intervento dell’Assessore comunale Edi Cicchi che ha sottolineato “quanto i bambini ci facciano riflettere sulle nostre responsabilità nei loro confronti e nei confronti del bene comune” e “quanto sia determinante far crescere i nostri ragazzi nel confronto con gli altri e nella socialità”. Un ringraziamento particolare ai genitori lo ha voluto riservare anche l’assessore Wagué che ha ricordato il loro forte impegno per migliorare la scuola: “Quando è partito questo progetto, un anno e mezzo fa circa ci siamo messi a disposizione della dirigente e della scuola, compatibilmente con le risorse disponibili, ma i genitori hanno davvero dato l’esempio di quello che un cittadino può fare per la comunità, con un attivismo che oggi più che mai è importante”. Per il Presidente del Consiglio comunale di Perugia Varasano la Scuola senza Zaino rappresenta un modello che sa ben coniugare tradizione e innovazione, stimolando la curiosità, il senso di responsabilità, le competenze e l’apprendimento. “È un modello che ci permetterà – ha detto Varasano – di avere in futuro cittadini consapevoli, che saranno la migliore testimonianza dell’aver centrato oggi i nostri obiettivi di educatori”. Apprezzamenti al progetto anche dall’assessore regionale Antonio Bartolini, che ha sottolineato la necessità di reperimento di risorse comunitarie per riuscire a portare avanti un progetto così importante, che anche in Umbria si sta ampliando sempre di più e dall’Ufficio Scolastico Regionale, che per bocca della dottoressa Gambacorta, ha sottolineato come si tratti di un processo di cambiamento che nasce dal basso, dalle stesse scuole, dagli insegnanti e dirigenti scolastici. Infine, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Serlupini ha tenuto a sottolineare, tra le altre cose, quanto importante sia il “patto educativo” tra scuola e famiglia, per la condivisione e la realizzazione di un progetto comune per i bambini di oggi, uomini e donne del futuro.

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