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Perugia, spacciatore ‘pizzicato’ ai giardini di Sant’Ercolano

Perugia Cronaca e Attualità

Perugia, spacciatore ‘pizzicato’ ai giardini di Sant’Ercolano

Andrea Giuli
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Una volante della Polizia esce dalla Questura di Perugia

PERUGIA – Dopo una segnalazione ad hoc, gli uomini della polizia della questura di Perugia hanno bloccato uno spacciatore di hashish in piena azione, intorno alle 19.30 di domenica 22 gennaio, nella zona dei giardinetti di Sant’Ercolano, in pieno centro città. Si tratta di un cittadino tunisino di 27 anni che è stato sottoposto a perquisizione. Nella tasca del giubbotto che indossava, occultate all’interno di un pacchetto di fazzoletti, gli agenti hanno trovato 10 piccole barre di hashish, per un peso complessivo di 8,79 grammi. Il tunisino e risultato essere regolare, ma gli accertamenti sul suo conto hanno anche rilevato a suo carico numerosi precedenti per spaccio e un episodio di rapina. Sequestrato lo stupefacente, per il tunisino è scattata una nuova denuncia per detenzione ai fini di spaccio.

Albanesi in manette all’aeroporto Sempre nella giornata di domenica, nell’ambito dell’intensificazione dei controlli di frontiera, disposti dal Questore Messina, la polizia ha arrestato due fratelli albanesi in aeroporto, dopo aver verificato tutti i passeggeri del volo in arrivo da Tirana. Un 31enne, laureato all’università di Perugia, albanese è stato sottoposto a minuziosi controlli e, dalle verifiche alla banca dati, è emerso che era da arrestare in esecuzione di una misura cautelare in carcere, emessa di recente dal gip di Perugia, nell’ambito di una indagine della polizia che ha stroncato una organizzazione dedita allo spaccio di cocaina. Gli agenti hanno quindi richiesto alla questura l’invio di tutti gli equipaggi disponibili per identificare tutti i presenti in aerostazione, alla ricerca di eventuali complici. Nella zona parcheggi è stato individuato un sospetto: è il fratello, un anno più grande, cameriere, anche lui ricercato per la medesima indagine. Anche quest’ultimo è stato ammanettato e condotto in questura. Entrambi sono accusati di essere componenti della filiera di spaccio, con il compito di piazzare la cocaina negli ambienti universitari di Elce. I due, dopo gli atti di rito, sono stati associati al carcere di Capanne.

 

 

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