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Perugia, semaforo verde al bilancio della Provincia: “Ora servono certezze”

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Perugia, semaforo verde al bilancio della Provincia: “Ora servono certezze”

Redazione politica
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L'aula del consiglio provinciale

PERUGIA – Con il parere favorevole unanime dell’Assemblea dei sindaci e l’approvazione definitiva del Consiglio provinciale si è concluso l’iter del bilancio di previsione della Provincia di Perugia che ha un valore di 147 milioni di euro.

Lavoro I sindaci, indipendentemente dallo schieramento politico di appartenenza, nel dare il proprio assenso al bilancio, hanno evidenziato il buon lavoro svolto dalla Provincia di Perugia che tra le prime in Italia (il 50% di questi enti si trova in forte difficoltà) ad approvare il bilancio nel mese di giugno. I primi cittadini hanno inoltre evidenziato i buoni rapporti che intercorrono tra le rispettive amministrazioni che si concretizzano in servizi che la Provincia mette a disposizione come la stazione appaltante e l’ufficio stampa e che potrebbero essere implementati come la creazione di un ufficio provinciale che svolga un ruolo di riferimento per le opportunità derivanti dai bandi europei.

Governo e Regione Dagli stessi sindaci è però arrivato all’unisono anche l’appello al governo centrale affinché preveda per le Province maggiori conferimenti e un definitivo pronunciamento sul futuro e alla Regione sui temi legati alle strade di sua competenza. L’auspicio inoltre è che alla scadenza naturale degli attuali assetti prevista ad ottobre, si ritorni alle elezioni dirette dei rappresentanti istituzionali.

Investimenti Significativo è l’impegno della Provincia sul fronte degli investimenti previsti nel triennio 2018-2020 che ammonta a 104,5 milioni di cui 46,7 milioni per la viabilità e i restanti, circa 57 milioni, per l’aria edilizia (scuole e patrimonio).

Mismetti “La riforma delle Province – ha sottolineato il Presidente Nando Mismetti, nel ringraziare i sindaci – ha mostrato da subito delle criticità a cominciare dalla ricollocazione del personale che per la nostra provincia ha significato 500 professionalità che sono andate in altri enti e di cui oggi, anche alla luce delle mutate condizioni, si avverte la mancanza. Cominciamo, infatti ad avere problemi di personale, soprattutto di personale qualificato nell’area tecnica. Lasciamo i conti a posto e l’impegno a chiedere al governo maggiori finanziamenti e il ritorno all’elezione diretta dei rappresentanti provinciali, un ente di area vasta che ha un ruolo molto importante di sinergia con i Comuni”.

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