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Perugia, scontro sul Pride Village: “Via il patrocinio”

Perugia Cronaca e Attualità

Perugia, scontro sul Pride Village: “Via il patrocinio”

Redazione
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PERUGIA – Come ogni anno, a pochissimi giorni dall’inaugurazione del Perugia Pride Village, arriva un’ondata di critiche e polemiche verso la manifestazione. Il primo a scandalizzarsi, dopo aver appreso che il Comune di Perugia – come ogni anno – avrebbe dato il proprio patrocinio alla kermesse, è stato il consigliere comunale e regionale, Sergio De Vincenzi: “Errare è umano, ma assistere allo scivolone del Sindaco Romizi e della sua Giunta che, per il secondo anno consecutivo – afferma in una nota il consigliere -, concedono il patrocinio ed il sostegno del Comune di Perugia al Pride Village ai Giardini del Frontone, manifestazione organizzata dall’Associazione Omphalos Arcigay Arcilesbica, è francamente deludente”.  “E’ imbarazzante dover constatare che la questione, già emersa lo scorso anno, per l’ennesima volta non sia stata minimamente condivisa”, dichiara De Vincenzi. “E così il nostro Comune, mentre subisce critiche dalla sinistra per le iniziative che promuovono l’identità cittadina e riqualificano il centro storico, ne subisce al tempo stesso il ricatto politico solo perché all’interno della Giunta c’è chi teme di essere accusato strumentalmente di intolleranza e di omofobia”. “Per il Sindaco Romizi e per l’Amministrazione di centrodestra – continua De Vincenzi – è arrivato il momento di guardare in faccia i cittadini con coraggio e chiarire una volta per tutte cosa si intende promuovere: se scuole e servizi per le famiglie, strade più sicure, la cultura e l’identità del nostro territorio, oppure i desiderata di un ristretto gruppo d’interesse che dispone di tutte le risorse per organizzare in forma autonoma e in assoluta libertà le proprie manifestazioni senza pesare sulle casse dei cittadini”. “Cosa ne pensano – conclude – gli altri gruppi di maggioranza, come Progetto Perugia, Fratelli d’Italia, Forza Italia, NCD e i civici di Barelli che su questi temi non battono mai un colpo?”.

La replica di Omphalos “Ci dispiace che il consigliere De Vincenzi si senta scandalizzato e abbandonato dalla sua stessa maggioranza per il rinnovo della concessione del patrocinio del Comune di Perugia al Perugia Pride Village – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – crediamo sia arrivato il momento che il consigliere prenda atto che la sua posizione è ancorata nel medioevo del 1416 mentre la città e il paese intero si muovono nel 2017. Evidentemente al consigliere non sono bastate le risposte negative che continuano ad arrivare a tutte le sue iniziative, dalla crociata sui “libretti gender” in Comune a quella sulla legge contro l’omofobia in Regione fino alle unioni civili in parlamento. Forse è il caso che De Vincenzi se ne faccia una ragione, lasci le sue due poltrone che occupa in contemporanea in Comune e Regione e torni a fare altro”.

Manifesto della discordia A gettare benzina sul fuoco, è stato il manifesto ideato per propagandare la kermesse e diffuso però solo on line. A chiedere la revoca del patrocinio del Comune, questa mattina è stata anche Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale: “Con riferimento alle vicende connesse allo svolgimento della manifestazione Perugia gay village – si legge in un comunicato di Franco Zaffini, portavoce regionale del partito -, vicende che hanno acceso forte polemica circa l’utilizzo,  per pubblicizzarla,  di un manifesto recante una immagine certamente offensiva, probabilmente blasfema, dei sentimenti della tradizione cattolica della città di Perugia e dell’intera Umbria, posto che è stato evidentemente frainteso lo spirito di civile tolleranza che tradizionalmente ispira (ed anche questa volta ha generosamente ispirato) le decisioni dell’Amministrazione perugina che ha infatti riconosciuto il patrocinio all’evento, Fratelli d’Italia dell’Umbria sollecita il Sindaco e la Giunta ad una riflessione urgente. Si valuti l’opportunità, che noi riteniamo certa, – continua Zaffini – di revocare per le considerazioni di cui sopra detto patrocinio, l’eventuale contributo (se concesso) e l’autorizzazione all’uso dei Giardini del Frontone, circostanza quest’ultima ulteriormente opportuna: altri spazi in Città risulterebbero certamente più appropriati, a cominciare, a nostro avviso, da Piazza del Bacio, che necessita a maggior ragione di eventi e manifestazioni che possano richiamare sempre più cittadini a Fontivegge”. Pronta e decisa, è arrivata una nuova replica da parte di Omphalos: “Si dibatte animatamente sull’opportunità di manifestazioni che hanno una lunga e importante storia e un ruolo ben preciso, che forse ancora in pochi conoscono. Quella notte del 28 giugno 1969, allo Stonewall Inn di New York, la comunità LGBTI si ribellò ai tanti soprusi di una società che l’aveva relegata al proprio margine. Da allora i nostri pride sono continui atti di ribellione, momenti di riflessione prorompente, che non possono essere ignorati. I nostri pride hanno il preciso scopo di rivendicare e portare in piazza ciò che la società ancora non vuole accettare, ponendo con forza temi e discussioni anche con metodi non convenzionali e provocatori. I nostri pride scandalizzano, irritano, destabilizzano. E lo fanno di proposito. E allora ecco che anche l’omofobia più nascosta, il pensiero discriminatorio che spesso si pensa di aver superato, viene smascherato con un po’ di trucco e uno scatto fotografico ben fatto. Ci si scandalizza alla percezione di qualcosa di sacro accostato a qualcosa che si ritiene sbagliato, non degno di rispetto. Dimostrando nei fatti che ciò che di sbagliato si vede sono semplicemente le nostre drag queen, le nostre persone transessuali, i gay, le lesbiche o le persone intersex. E così come per le vignette satiriche e provocatorie di Charlie Hebdo o per le raffigurazioni del Gesù migrante con la pelle nera. Tutte gabbie che si costruiscono attorno a ciò che viene ritenuto accettabile in nome di un credo religioso, obbligando l’intera società a conformarcisi”.

Marchetti (Lega Nord). Interviene anche Riccardo Augusto Marchetti della Lega Nord: “Non si può chiedere rispetto se per primi non lo si dà. No al patrocinio” “E’ inammissibile concedere il patrocinio del Comune ad una manifestazione che usa come locandina il volto della Madonna travestita da drag queen. E’ un palese affronto alle tradizioni di molti cattolici che pur non vivendo nel medioevo, si sentono profondamente offesi perché un’associazione che si vanta di difendere le discriminazioni, si prende gioco delle credenze altrui”.

Marchetti si appella all’ Art 21 della Costituzione per cui “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”, ma chiede rispetto per i perugini che non condividono, né giustificano tanta ostentazione. “Niente in contrario alla manifestazione di Omphalos in programma contro le discriminazioni sessuali, anche se ritengo che tali mancanze si possano combattere con altre modalità: non c’è bisogno di eccessi o imposizioni, ancor meno di prendere in giro chi ha concezioni di vita diverse, soprattutto se ti presenti come un’associazione che combatte le disuguaglianze. La discriminazione sessuale non si contrasta a suon di manifestazioni imposte o prese in giro delle tradizioni altrui: a mio avviso Omphalos dovrebbe rivedere le sue linee guida e tutelare le diversità sessuali anzichè accentuarle, perché a mio avviso i problemi degli omosessuali sono gli stessi di tutti i cittadini umbri, emergenza lavoro, emergenza sanità, emergenza occupazionale. Non hanno bisogno di passare da vittime per richiedere di essere accettati, la società sta cambiando e l’omosessualità non è più un tabù, ma come tutte le cose va saputa gestire senza eccessi, non imposta e soprattutto rispettando la sensibilità della maggioranza dei perugini, compreso me, che riconoscono la Madonna come un’icona sacra. Non si può chiedere rispetto se per primi non si dà. Politicamente parlando – conclude Marchetti – credevo che l’amministrazione Romizi fosse contraria al patrocinio, da un sindaco conservatore mi aspetto scelte politiche da centro destra. Alla fine chi vuol piacere a tutti, finisce per non piacere a nessuno”.

La risposta del Comune “Sin dal suo insediamento l’Amministrazione Comunale – scrive il governo cittadino in una nota – si è sempre dimostrata rispettosa nei confronti di ogni sensibilità espressa, riconoscendovi manifestazioni di libertà. Per questi motivi è stata confermata la concessione del patrocinio, anche quest’anno, all’iniziativa “Perugia Pride Village 2017”, giunta alla sua quinta edizione. Ciò precisato – continua la Giunta -, apprendiamo con dispiacere la diffusione nelle piazze virtuali di una locandina non rientrante nel materiale di comunicazione oggetto di patrocinio, nella quale in maniera manifesta non viene rispettato il credo altrui. Il messaggio evocato dall’immagine e le reazioni che ne stanno scaturendo appaiono peraltro in contraddizione proprio con quanto pubblicato nel manifesto dell’edizione 2017, laddove si legge che il “Perugia Pride Village torna a scardinare le gabbie di odio che opprimono le nostre identità”. Si invitano pertanto gli organizzatori dell’iniziativa a rimuovere l’immagine in questione, così da ripristinare un clima sereno di dialogo e confronto. La libertà non può mai prescindere dal rispetto”.

 

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