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Perugia, Santopadre smentisce le voci: “La società non è in vendita”

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Perugia, Santopadre smentisce le voci: “La società non è in vendita”

Redazione sportiva
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Massimiliano Santopadre

PERUGIA – “Il Perugia non è in vendita”. E’ netto e deciso il presidente Massimiliano Santopadre a rigettare le accuse che lo vorrebbero in partenza da Pian di Massiano. Il numero uno biancorosso, in una lunga intervista rilasciata ai quotidiana cartacei regionali, ha voluto fare il punto sulla situazione che sta vivendo il Grifo e non nasconde le propria preoccupazione.

Risultati “Sulla situazione della squadra sono preoccupato”, ha detto il presidente. I risultati secondo Santopadre “sono altalenanti e non vedo una via di uscita. A Breda dò un sei per quello che si è visto, tutti abbiamo tolto qualcosa invece di aggiungere. Ora c’ il mercato, speriamo che Goretti e Pizzimenti individuino i giocatori giusti da inserire e coloro che sono da togliere: uno dei problemi di questo girone di andata è stata la rosa troppo ampia. Di Carmine è il nostro bomber, per farlo partire deve arrivare un offerta che ci faccia tremare le gambe”.

Mercato “Non posso dire oggi cosa faremo sul mercato – prosegue il patron -, ci sono due partite fondamentale che decideranno anche chi rimarrà o meno. Chi vuole restare a Perugia deve sputare sangue in queste due partite”.

Tifosi “I tifosi del Perugia sono persone intelligenti – dice ancora -, quindi credo che alla fine si ricucirà tutto nella maniera più normale possibile, senza forzare perché sarebbe la cosa più sbagliata. Sabato avevamo duemila paganti più sei mila abbonati, in totale ottomila. Non mi si venga a dire che erano pochi e che lo stadio era vuoto in una giornata fredda come sabato, dove pioveva e c’è il fattore scomodità, specie per i 60-70enni. Questi tifosi per me sono degli eroi. Si litiga quando c’è tanto amore, noi abbiamo tradito chi ci ama e quindi dobbiamo lavorare per riconquistare la nostra gente. Non posso fare a meno della nostra gente, degli ultrà come di coloro che vengono allo stadio in tutti gli altri settori e anche di chi ci segue in tv: Se non ho più quello non ho più motivo di esistere, ho un azienda e non ho alcun interesse ad averne un’altra. Se qualcuno non mi crede più non è un problema mio, io posso solo continuare ad affermare quello che sento”.

Stadio “Prima di tutto risolviamo il problema del campo – continua -, che è una palude. Sullo stadio servono venti milioni, uno all’anno per trenta anni. Lo stadio conta come la Serie A, ma il tutto non deve gravare sul bilancio della società. La tempistica anche mi sono prefissato è due anni. Se il Comune ci aiutasse sarebbe diverso, ma il Comune non ha soldi”.