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Perugia, Rosetti (M5s): “Romizi sui rifiuti, da sindaco ‘fantasma’ a sindaco ‘equilibrista’ ?”

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Perugia, Rosetti (M5s): “Romizi sui rifiuti, da sindaco ‘fantasma’ a sindaco ‘equilibrista’ ?”

Redazione politica
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La discarica di Pietramelina

PERUGIA – “Apprendiamo dalla stampa che il sindaco Romizi esce dal mutismo preferendo rispondere a mezzo stampa sulla vicenda rifiuti, invece che nella sede democratica deputata, il consiglio comunale, sottraendosi all’interrogazione del M5s, a lui indirizzata, sulla vicenda rifiuti.” E’ quanto affermato dal consigliere comunale di Perugia Cristina Rosetti, del Movimento 5 stelle.

“Il turismo dei rifiuti” La pentastellata prende posizione: “Ormai, da dicembre, l’impianto di Pietramelina per la lavorazione dell’umido è bloccato e i rifiuti viaggiano verso impianti fuori regione, con un ammontare di maggiore spesa, ad oggi, per quasi un milione di euro. Già, a dicembre, la posizione del M5s era chiara e partiva la diffida, ad Ati 2 e comune di Perugia, a scaricare i maggiori costi sui cittadini. Una diffida mai riscontrata dal sindaco Romizi. Al blocco di Pietramelina farà seguito il blocco totale di Borgo Giglione, per indifferenziato e Forsu; e via ancora una volta al turismo dei rifiuti, con maggiori costi.

Cristina Rosetti (M5S)

Cristina Rosetti (M5S)

Ma chi sosterrà tali maggiori costi? “Questa la domanda tutt’altro che strumentale del M5s, nell’interrogazione fatta al sindaco Romizi, dopo le dichiarazioni dei rappresentanti del comune in Gesenu, nominati dal sindaco stesso e sottoposti ai suoi indirizzi. Secondo i rappresentanti in Gesenu, i maggiori costi giocoforza saranno scaricati sui comuni e quindi sulle bollette. Il sindaco Romizi non si è presentato in consiglio e non ha mai smentito quanto asserito dai rappresentanti del comune in Gesenu e non lo fa in maniera chiara neppure nel comunicato stampa.”

La domanda del M5s è chiara e a risposta chiusa: per i maggiori costi pagheranno i cittadini? “La risposta era sì o no. Mentre Barelli scrive e contesta i maggiori costi, ma per la sola FOU, senza nulla dire sui maggiori costi per Forsu e indifferenziato, il Sindaco Romizi nella sua risposta alla stampa sceglie la via dell’equilibrismo, quella di un colpo al cerchio e uno alla botte, tipico del suo sindacato. Da un lato, asserisce di aver condiviso la linea dell’assessore Barelli, dal quale, non tanto tempo fa, partiva la denuncia di un Sindaco prudente nel cambiamento (anche Barelli era strumentale?), dall’altro, dice di avere sempre agito in “massima condivisione di scelte” con i rappresentanti del comune in Gesenu, ma in questo caso, purtroppo per il sindaco Romizi, le due posizioni non sono conciliabili. Un altro aspetto importante è emerso dall’interrogazione del M5S: la giunta Romizi porterà in approvazione il piano economico finanziario di Gest/Gesenu, senza valutare quanto i cittadini devono riavere indietro. E questa è una scelta politica chiara. E per fare primi passi su questo, non è vero che occorre aspettare l’esito dei processi, come dice l’assessore Barelli; si può e si dovrebbe agire da subito. Gli scarti di Pietramelina erano noti dal 2013-2014, fino alla diffida regionale di agosto del 2016 (68% di scarti complessivi).”

I cittadini ,che hanno pagato a fare per la raccolta differenziata dell’umido, se poi il 68% finiva in discarica? “Ma non solo questo. Il Pef di Gest/Gesenu presentato in giunta non è completo. Tanto che il dirigente comunale competente applica una penale alla società per non avere risposto alle importanti richieste di integrazione. Mancano dati determinanti per valutare la correttezza degli elementi di costo e a dirlo non è solo il M5s, questa volta, ma lo stesso dirigente. Mancano: la quantificazione dei costi per ogni singolo servizio, il conto economico e lo stato patrimoniale, per cui allo stato il bilancio di esercizio della società non consente di effettuare le verifiche in ordine alla corretta applicazione delle condizioni contrattuali e alla corretta imputazione dei costi che confluiscono nei costi generali di gestione, mancano i dati disaggregati sul materiale recuperato, sui proventi da recupero, rispetto ai contributi erogati dai consorzi di filiera, i costi disaggregati dei centri di raccolta e della percentuale di raccolta differenziata ad essi imputabile. Si contestano altresì alla Società criticità nei progetti presentanti per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata imposti dalla Regione per l’anno 2017, sia per il servizio di raccolta ad alta densità che per quello relativo alla raccolta monomateriale del vetro.”

Ma, se così è, se il Pef non è completo e verificabile nella sua correttezza, come fa la giunta Romizi a portarlo in approvazione? “Il M5S non rimarrà con le mani in mano, perché, a differenza del sindaco Romizi, sa bene da che parte stare e lo dice da tempo in maniera chiara, senza equilibrismi.”

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