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Perugia, ‘rivoluzione’ Ztl: sindaco firma ordinanza attuativa

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Perugia, ‘rivoluzione’ Ztl: sindaco firma ordinanza attuativa

Redazione
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PERUGIA – La rivoluzione della Ztl è realtà. La Giunta comunale, nella giornata del 29 marzo, in relazione alla delibera dello scorso 22 marzo, ha emesso l’ordinanza attuativa delle modifiche sperimentali degli orari della zona traffico limitato nel centro storico. Come è bene ricordare, l’aspetto principale dell’atto è rappresentato dall’apertura anticipata alle ore 7 di ogni sabato, al posto del precedente orario di accesso fissato alle 13.

Questi nel dettaglio i provvedimenti, validi dal 1° aprile (giorno di inizio della sperimentazione) fino al 31 marzo dell’anno prossimo. Dal lunedì al venerdì – dalle ore 00,00 alle ore 13,00 – divieto di transito e sosta nella Ztl del centro storico. Nei giorni di sabato, domenica e nei festivi, dalle ore 00,00 alle ore 7,00. Nella giornata di sabato – dalle ore 08,00 alle ore 20,00 – sono applicate le disposizioni vigenti in materia di pagamento della sosta in tutti gli spazi già disciplinati a parcometro.

Legambiente Un netto ‘no’ alla nuova Ztl, arriva dalla nota associazione ambientalista.” In assurda controtendenza e con un approccio anacronistico – si legge in una nota -, si decide di ridurre ‘sperimentalmente per un anno’ la già risicata zona a traffico limitato, aprendo le strade del suo bellissimo centro storico al transito e, grazie a una sostanziale mancanza di controlli e tolleranze varie, al parcheggio selvaggio delle auto, che molti cittadini documentano indignati ormai quasi quotidianamente”. “Se da queste azioni dobbiamo dedurre quali siano le vere politiche sulla mobilità della Perugia del futuro che hanno in mente gli amministratori comunali, che senso ha aver investito importanti risorse pubbliche per finanziare il PUMS” – commenta Maurizio Zara, vicepresidente di Legambiente Umbria; “invece di usare questo strumento di pianificazione per programmare le opportune strategie di mobilità sostenibile nel capoluogo umbro, si preferisce fare curiose sperimentazioni che poi non fanno altro smontare e svalutare sul nascere lo stesso PUMS oltre che portarci dritti indietro di cinquant’anni, in direzione opposta a quanto realizzato dalle politiche urbane di cui sono sempre più protagoniste tantissime città italiane ed europee”.

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