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Perugia, restaurati e scoperti i fasci littori del mercato coperto, scoppia la polemica

Il centrosinistra all'attacco dell'assessore Scoccia che risponde: "Seguite le indicazioni della Soprintendenza"

PERUGIA – Tornano alla luce i fasci littori del nuovo mercato di Perugia. Affiancati dal Grifo simbolo della città, sono stati ripuliti e scoperti e ora fanno bella mostra di loro stessi sui due timpani della sala più importante. Facile immaginare come l’abbia presa una parte della città. Il centrosinistra è andato alla carica: “Non può essere questa l’immagine di benvenuto che la città di Perugia offre ai turisti e ai visitatori di una struttura così importante della città: non rappresenta la storia secolare di Perugia, né il suo patrimonio culturale, né il suo bagaglio valoriale”, protesta.

Fondi e polemiche “Stride con il tema dell’impiego delle risorse pubbliche: non è accettabile che, con fondi pubblici, venga ristrutturata e riqualificata un’opera raffigurante il fascio littorio, notoriamente simbolo del Partito Nazionale Fascista, e di quel regime autoritario che ha segnato in modo drammatico e violento l’Italia del Novecento, e che rappresenta una parentesi dolorosa e vergognosa per il nostro Paese, da non dimenticare, ma di certo da non celebrare, e anzi da condannare”. “Esporre un fascio littorio, simbolo del regime fascista e delle sue nefandezze, al Mercato Coperto di Perugia, uno dei punti di ingresso del centro storico della città capoluogo dell’Umbria, è assolutamente inaccettabile”. Ad affermarlo in una nota sono associazioni e sindacati riuniti nella Rete 10 dicembre (tra cui Anpi, Cgil, Udi, Omphalos, Società operaia di mutuo soccorso, Libera, Emergency Perugia, Uds, etc.) e altre realtà associative della regione (tra cui Altrovento, Circolo Primo Maggio, Forum donne di Amelia, Bottegart, ParteCivile Aps, etc).

Scoccia. L’operazione però a quanto pare è stata realizzata sotto l’egida della soprintendenza, come dice l’assessore Margherita Scoccia: “Sono sorpresa, anche se un po’ me lo aspettavo. oi mettici pure che io sono di Fratelli d’Italia e la polemica diventa irresistibile. Ma c’è un però che va chiarito subito: il restauro è stato approvato e comunicato al Comune dalla Soprintendenza dei Beni culturali. Ci sono i verbali, c’è il carteggio. Noi abbiamo eseguito, come si fa in questo caso, le indicazioni proveniente dalla istituzione competente in materia. Non c’è dunque nessuna volontà politica, ma solo una decisione dettata dalla storia di quella struttura. Cancellare o censurare il dipinto del fascio? Il centrosinistra non lo deve chiedere a questa amministrazione comunale ma alla Soprintendenza, essendo il mercato coperto un bene storico. Noi come sempre – conclude Scoccia – rispetteremo le indicazioni. Tutto questo è la dimostrazione che da parte nostra non c’è una volontà politica. Ora però pensiamo ai problemi, quelli veri e quelli fondamentali per la città”. La polemica, comunque, è servita.

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