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Perugia, Renzi al Capitini: “Insieme per cambiare l’Italia, nessuna deriva autoritaria”

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Perugia, Renzi al Capitini: “Insieme per cambiare l’Italia, nessuna deriva autoritaria”

Redazione
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Il premier Renzi al Capitini di Perugia

PERUGIA – E’ arrivato il giorno di Renzi. Prima la Boschi, due settimane fa alla NCM e ora il premier in persona. Tutto pronto, anche in Umbria, per il referendum del 4 dicembre. L’Italia sarà chiamata in causa per dire si o no alla riforma costituzionale di questo governo. Renzi arriva in elicottero atterrando a Sant’Egidio. Non sono mancate neanche le contestazioni, quelle di Lega Nord e quelle di alcuni sindacati che al referendum voteranno no.

La giornata Matteo Renzi è arrivato a Perugia, dove oggi aprirà ufficialmente la campagna referendaria per il Si. E’ stato accolto alla Perugina dalla presidente della Regione Catiuscia Marini, dal sindaco Andrea Romizi e dal prefetto Raffaele Cannizzaro oltre a tutti i parlamentari umbri. Prima del comizio al Capitini, si recherà a Villa Umbra, dove ha incontrato i sindaci.

La visita alla Perugina. L’improvvisata a San Sisto ha visto presente  Leo Wencel, capo mercato del gruppo Nestlé in Italia, che ha accolto il premier e lo ha accompagnato al sito, alla Casa Del Cioccolato Perugina e al museo storico. “Sul made in Italy abbiamo messo risorse, e un marchio come questo può certamente avere spazio e margini di crescita internazionale”, ha detto, aggiungendo poi: “Dal Cazzotto al Bacio è una metafora bellissima, anche per l’Italia”. Renzi ha incontrato anche i dipendenti dello stabilimento.

L’incontro coi sindaci. “La predisposizione di un programma pluriennale, che assegna risorse certe e consente una adeguata programmazione, come è l’annunciato progetto Casa Italia, è per noi amministratori pubblici la cosa più preziosa che il Governo potesse fare”. È quanto ha affermato la presidente Catiuscia Marini, introducendo l’incontro tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ed i sindaci della regione, svoltosi a Villa Umbra.
La presidente Marini, che ha ringraziato il presidente Renzi per la sua disponibilità ad un confronto diretto con i sindaci, ha sottolineato l’importanza di questo “faccia a faccia”: “Il progetto Casa Italia, per come è stato concepito – ha detto la presidente – è per i suoi contenuti nelle ‘corde’ e nelle attesa dei sindaci e di noi amministratori pubblici”. “Questa regione – ha aggiunto la presidente – ha vissuto negli anni diverse fragilità, dai terremoti alle alluvioni. Conosciamo bene, dunque, la necessità di avere adeguate risorse per la messa in sicurezza del nostro territorio”.

Così  al Centro Congressi Capitini: Al Capitini ha trovato ad accoglierlo uno sparuto gruppo di contestatori che lo hanno accolto con dei cartelli di protesta e qualche insulto. Il premier ha invece aperto dicendo che “A Perugia vengo a caricarmi”. Ad accoglierlo al centro congressi oltre alle autorità precedenti anche Brunello Cucinelli, il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti, Renato Cesca presidente di CNA Umbria, diversi parlamentari e consiglieri regionali.

Così il presidente del Consiglio: “Saluto Brunello Cucinelli, che a Solomeo ha fatto un capolavoro. Noi come paese abbiamo una responsabilità verso il mondo e le persone. Siamo in un mondo dove la gente pensa che si possano risolvere i problemi con i parametri, i numeri con i tecnicismi. Invece abbiamo un patrimonio culturale immenso, l’Italia è caratterizzata da una forte dimensione umana. Oggi ho chiesto agli amici della Coldiretti di darci una mano per tramandare le nostre. Voi, umbri, lo sapete cosa significa vivere nel terremoto. Il più recente è stato quello del 1997. Adoro la protezione civile che si mette al lavoro, montando le tende. Solidarietà alle vittime. Non mi accontento più di appartenere al paese più bravo a gestire le emergenze. Bisogna lavorare per la prevenzione. Abbiamo chiamato Renzo Piano per guidare il progetto di ricostruzione. Non l’amico dell’amico, ma la persona più competente, forse, in questo campo. Signori, sulla sicurezza delle nostre scuole dove vanno i nostri figli non si può scherzare.

Il referendum. “Stiamo cambiando l’Italia, ma non come vorrei”, dice. E poi dopo aver fatto gli auguri a Berlusconi e Bersani, che entrambi compiono gli anni parla del tema principale. “Vi propongo un patto: vi chiedo di avere un atteggiamento serio, non banale. Il referendum avrà delle conseguenze, sia nel caso del si sia nel caso del no. Voglio che abbiate un soriso in bocca e che abbiate quella gentilezza che serve. Ci diranno di tutto, che siamo schiavi della lobby, della finanza, che vogliamo aumentare i poteri del premier. Siamo in un paese in cui il premier ha meno poteri di tutti gli altri stati. Il mondo viaggia a una velocità pazzesca, e il mondo cambia. Voglio dire si al futuro e non voglio stare nel museo della nostalgia. Grazie all’impegno di tutti noi la riforma è stata fatta. Qualcuno dice: a me non piace questa riforma. La Camera è l’unica che da la fiducia, prima avere due camere creava stabilità.i I governo che presiedo è il governo che è durato di più. Non si tratta di dare più potere al premier ma si tratta di fare una scelta comune in ogni paese normale. Ridurremo le poltrone, non la democrazia“.

E poi l’affondo a D’Alema: “E’ un professionista in guerre fratricide, lo sanno bene Prodi, Veltroni. Ha combattuto di più i compagni di partito che quelli degli altri partiti. Se negli ultimi 20 anni avesse combattuto il centrodestra quanto ha combattuto dentro il suo partito il Paese sarebbe migliore.” Peraltro, non ci sono bandiere del Pd al Capitini.

Durissimo anche quello ai Cinquestelle. “Voi potete dire No e noi rispetteremo il volere dei cittadini. È facile dire sempre no quando ma quando vai a governare non sei più nel magico mondo del blog, hai a che fare con le vite delle persone. È legittimo che non si facciano le Olimpiadi in Italia, quello che è sconvolgente è fermarle per la paura del malaffare, ma un politico deve fermare il malaffare non le opere. Migliaia di posti di lavoro buttati dalla finestra. I soldi delle Olimpiadi non vanno alle periferie di Roma ma a quelle di Parigi o di chi vince, si capisce anche con un sms, non serve una mail”.

Immigrazione: “Se uno sta affogando in mare, prima lo salvo”. Critiche alla Unione Europea sul tema immigrazione: “Io Posso anche perdere voti ma io devo dire in Europa che noi non possiamo girarci dall’altra parte, se uno sta affogando in mare prima lo salvo e poi mi pongo il problema. Quaranta minuti di comizio e poi di corsa in macchina verso Firenze per un nuovo intervento. Il referendum si avvicina.

 

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