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Burocrazia da capogiro, a Perugia una storia incredibile: 257 anni di rate per pagare Equitalia

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Burocrazia da capogiro, a Perugia una storia incredibile: 257 anni di rate per pagare Equitalia

Redazione
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PERUGIA – Duecentocinquantanni per ripagare un debito con l’Inps. È la singolare decisione, che riguarda un pensionato perugino, presa da un giudice del Tribunale di Perugia al termine di un procedimento su un pignoramento richiesto da Equitalia a seguito di una lunga serie di cartelle esattoriali non pagate.

Il pensionato, difeso dagli avvocati Giusy Mazziotta ed Elena Cristofari, è destinatario di cartelle esattoriali per quasi 340mila euro. Nel corso della sua vita, infatti, non avrebbe pagato i contributi pensionistici all’Inps e non avrebbe ottemperato ad altri adempimenti fiscali. Le richieste di pagamento e poi le cartelle esattoriali si sarebbero accumulate nel tempo, sommandosi a more e interessi decennali. Finché Equitalia non ha presentato il conto e chiesto il pignoramento di beni e denari. Il giudice ha esaminato la vicenda: la casa è una sola e non si può pignorare, altri beni non esistono (tranne 12mila euro accantonati dall’Inps e girati ad Equitalia) e rimane solo la pensione, pignorabile fino ad 1/5. Ed è quanto stabilito dal giudice: 110 euro al mese. Per rientrare della somma, quindi, ci vorranno 257 anni.

La vicenda non finisce. Il pensionato, pochi mesi dopo aver iniziato a pagare, si vede recapitare un’altra cartella esattoriale per altri 340mila euro. Controllando le singole contestazioni, però, si accorge che si tratta delle stesse che hanno portato al pignoramento del quinto della pensione. Da qui la richiesta ad Equitalia di sospendere tale cartella. La risposta è assurda e burocratica: non si può bloccare il procedimento perché la stessa cartella inviata due volte non costituisce motivo di sospensione della richiesta di pagamento. Se ne riparlerà quando verrà richiesto un nuovo pignoramento.

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