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Perugia, raccontare l’immigrazione attraverso un digital storytelling

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Perugia, raccontare l’immigrazione attraverso un digital storytelling

Redazione
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PERUGIA – Digital Storytelling per l’integrazione intergenerazionale e la cittadinanza attiva questo il titolo del progetto, presentato lo scorso sabato al PostModernissimo di Perugia, che ha coinvolto sul tema dell’immigrazione, quattro classi dell’attuale Istituto Comprensivo Perugia IV (sede Scuola Primaria G. Cena).

Obiettivo del progetto è introdurre metodologie che, attraverso un uso consapevole e guidato di strumenti digitali evoluti, siano in grado di promuovere un uso corretto delle tecnologie innovative da parte dei nativi digitali e di combattere l’esclusione sociale analizzando la tematica dell’immigrazione, mediante l’elaborazione di storie di vita di genitori e nonni, di studenti immigrati e non, con il supporto dei materiali dell’ISUC – Istituto di Storia dell’Umbria Contemporanea. Un nuovo modo, questo, per coinvolgere alunni, insegnati, famiglie, associazioni ed enti territoriali analizzando un tema sensibile, quale quello dell’immigrazione e parallelamente avviare un processo che mira a colmare il divario digitale tra genitori, nonni e figli, favorendo l’inclusione digitale e quindi sociale.

Il laboratorio sperimentale di digital storytelling, adottato per il progetto, ha recuperato la funzione sociale della storia orale tramandata dai nonni-genitori ai figli, trasformandola in racconto sociale contemporaneo mediante l’utilizzo di strumenti digitali. È così che le storie personali, racconti di emigrati e immigrati o figli di questi, divengono universalmente capaci di generare nuovi sensi legandosi alla complessità della contemporaneità e dei fenomeni migratori, tentando parallelamente di colmare il divario digitale tra una generazione nata analogica e una nata digitale su un tema che, seppur in forme diverse, ha diviso e divide l’Europa di ieri e di oggi. Il digital storytelling permette la creazione di racconti multimediali che hanno la prerogativa di sviluppare capacità di scrittura e di espressione orale, abilità tecnologiche e sensibilità artistica, quelle soft skills, quindi, che vengono oggi richieste dai programmi europei sull’educazione. All’interno della macroarea digital storytelling, il laboratorio si è focalizzato principalmente sulla tecnica della stop-motion, su cui è stata fatta un apposita formazione a cura dell’Associazione ON.

Digital Storytelling per l’integrazione intergenerazionale e la cittadinanza attiva si è sviluppato nell’arco di diciotto mesi e ha visto l’intervento di vari soggetti e realtà umbre: le famiglie degli studenti (chiamate a raccontare di storie di immigrazione coinvolgendo a loro volta familiari, amici e/o conoscenti), AUSER volontariato Perugia (Associazione di promozione sociale per l’invecchiamento attivo che ha invitato alcuni pensionati con una storia di immigrazione da raccontare ai bambini), l’ISUC (Istituto di Studi sull’Umbria Contemporanea  che ha approfondito la sezione dell’analisi dei documenti e quella relativa alle costanti migratorie), Postmedia Production (la casa di produzione legata al cinema Postmodernissimo che ha tenuto delle lezione sui paradigmi narrativi nel cinema analizzando e spiegando gli elementi che ricorrono in ogni storia “che si rispetti”), l’Associazione ON (che ha affiancato le classi nell’elaborazione di una storia che avesse come tema l’elaborazione del viaggio del/degli immigrati ed ha inoltre supportato gli alunni nella realizzazione del racconti multimediali tramite la tecnica stop-motion).

Per ogni classe è stata costruita una micro-narrazione

-La storia di un’invasione aliena che costringe i bambini a scappare e affrontare un lungo viaggio, così come un immigrato che scappa dalla guerra. I bambini scopriranno che gli alieni si nutrono della loro paura e, comprese le debolezze di ognuno, saranno quindi in grado di vivere bene insieme e di condividere spazi e momenti di vita.

-La storia di una Perugia del futuro in cui arriva un dittatore sotto forma di serpente e rende schiavi tutti i bambini, tranne quelli con gli occhiali che sono discriminati e costretti a scappare lontano. Due di questi bambini con gli occhiali torneranno e sconfiggeranno il serpente che diventerà buono e verrà integrato tra i bambini con e senza occhiali.

-La storia di alcuni ricercatori che vanno in Marocco per trovare una cura efficace e che, dopo tante peripezie, tornano in Italia con altri studiosi del Marocco che li hanno aiutati.

-La storia di un uomo e una donna brasiliani che sono scappati a Perugia a causa della malattia delle donna e che oggi raccontano, all’interno della loro casa, ai nipoti tutte le difficoltà affrontate nel corso della loro vita di immigrati.

Il progetto è stato finanziato con il bando del 2015 a valere sul fondo sociale regionale di cui all’art. 357, comma 1 della l.r. 11/2015 (ex art. 46, comma 1, della l.r. 26/2009)

(fotografia di Karen Righi)

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