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Perugia, quando scuola e famiglia interagiscono è Divina Commedia

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Perugia, quando scuola e famiglia interagiscono è Divina Commedia

Francesca Cecchini
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PERUGIA – È stato il Centro Congressi Capitini di Perugia ad ospitare gli scorsi giorni lo spettacolo la Divina Commedia a cura dei bambini della quarta classe della scuola primaria Iqbal Masih (Istituto comprensivo Perugia 1 Francesco Morlacchi), coordinati dall’insegnante Stefania Tafuto. Una scelta originale, considerando l’età dei piccoli attori, ma che ha avuto un’ottima riuscita ed è risultato essere il frutto di un progetto più ampio nato lo scorso anno.

“Tutto è nato durante lo scorso anno scolastico – ci spiega Stefania Tafuto quando arrivò ai ragazzi il compito di leggere la preghiera di San Bernardo alla Vergine, tratta dal canto XXXIII del Paradiso”. Un compito che potrebbe apparir arduo ma che si è rivelato alleggerito dalla guida esperta e capace della maestra: “I bambini hanno accolto con grande entusiasmo la spiegazione delle terzine e mi hanno addirittura chiesto di conoscere l’intera opera del Poeta. Così, per evitare precocismi o eccessive semplificazioni, ci siamo lanciati nella lettura della Divina Commedia per bambini”. Quello che è dunque apparso lì per lì come un gioco, è divenuto invece un vero e proprio progetto strutturato. “Informandomi presso il Miur – prosegue l’insegnante – ho scoperto che lo stesso, tempo addietro, aveva creato un progetto educativo per le scuole primarie affinché sin da piccolissimi i bambini potessero avvicinarsi allo studio dei grandi che hanno fatto la storia della nostra letteratura. In particolare a Dante”. Il lavoro si è svolto nell’arco di un biennio: il primo anno sotto forma di laboratorio di lettura dedicato alla I Cantica (Inferno) durante cui sono stati affrontati temi quali peccati, peccatori e legge del contrappasso; il secondo anno è stato dedicato sempre alla lettura delle restanti Cantiche della Divina Commedia per bambini, ma focalizzando l’attenzione sul concetto di amicizia e sulle figure del Paradiso, in particolare Beatrice e San Bernardo. La maestra, che sempre coinvolge i ragazzi in concerti musicali, cori e piccole rappresentazioni dinamiche e molto interessanti, lancia l’idea dello spettacolo teatrale incentrato però su una visione ironica della narrazione e su un testo appositamente rielaborato per loro. I bambini accolgono la proposta con grande gioia. Lungo il lavoro di allestimento di scenografie e di creazione dei costumi che sono stati realizzati interamente dai genitori cui la maestra ha chiesto aiuto e collaborazione. Il terreno è fertile e tutti si mettono al lavoro: chi maneggia il legno per costruire pareti, chi pittura fiamme dalle mille sfumature, chi si occupa di cucire abiti, chi di creare oggetti con la propria fantasia, chi di coadiuvare le prove. Una grande macchina organizzativa si mette in moto fino ad arrivare al gran finale: un momento speciale condiviso insieme che va oltre la mera “recita”. “Lo scopo di questo progetto non era solo quello di far appassionare i ragazzi alla lettura del Sommo Poeta o di allestire uno spettacolo, ma, soprattutto, era volto a creare un’occasione completa di gioco ed intrattenimento educativo che genitori e figli potessero vivere insieme”. 

 

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