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Perugia, Ponte San Giovanni si ribella: “Lasciati soli tra spaccio di droga e immigrati”

Cronaca e Attualità

Perugia, Ponte San Giovanni si ribella: “Lasciati soli tra spaccio di droga e immigrati”

Redazione
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Il parco pubblico 'Bellini' a Ponte San Giovanni

PERUGIA – Una lunga lettera inviata alla lanotiziaquotidiana.it per dare sfogo alla propria impotenza di fronte allo spettacolo “di un quartiere che nell’ultimo anno si è trasformato in un dormitorio, in cui tra spaccio di droga e immigrazione illegale, non si riesce più a vivere”. Ventimila abitanti alle porte del capoluogo, più sportelli bancari che bar ma soprattutto non pochi problemi legati alla microcriminalità e allo spaccio. E questo nonostante una caserma dei carabinieri che è stata voluta con forza ma che di fatto non sembra aver risolto i problemi. “In certe ore del pomeriggio la zona dei giardini pubblici ‘Bellini’ è impraticabile: spacciatori e clienti la fanno da padroni e questo sotto lo sguardo di passanti e clienti dei negozi”.  E nella rabbia, si finisce per puntare il dito contro coloro che più di altri incarnano lo stereotipo della negatività sociale: “La verità è che qui tra zingari e marocchini, la situazione non è più sostenibile: tra la richiesta d’elemosina e  lo spaccio – sottolineano gli abitanti del quartiere – il passo è breve”.  E allora, non resta che fare appello alle istituzione e alle forze dell’ordine: “Chi può e deve, ascolti la nostra voce: troppo facile farsi vedere solo quando ci sono le elezioni, Ponte San Giovanni non può essere abbandonata o trascurata magari a favore del centro storico o di altre zone della città”. Il messaggio è stato inviato, chissà se verrà recepito.

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