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Perugia, pietre contro la sede del Corriere: “Atto intimidatorio”

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Perugia, pietre contro la sede del Corriere: “Atto intimidatorio”

Redazione
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PERUGIA – Un atto intimidatorio ha colpito questa notte la sede centrale del Corriere dell’Umbria a Perugia. Due individui a volto coperto, con indosso dei caschi, si sono avvicinati alla sede del quotidiano perugino in via Pievaiola, danneggiando la struttura e una finestra del piano terra. Secondo quanto emerge, le due persone sono scese da una moto, hanno attraversato la strada e, una volta all’interno del piazzale, hanno atteso che uscisse dalla sede del giornale l’ultima persona e poi hanno iniziato a scagliare pietre (pare di granito)  contro le vetrate del quotidiano

Intimidazione “Secondo gli agenti della Digos che hanno fatto i primi rilievi si tratta sicuramente di un atto intimidatorio legato a qualcosa che abbiamo scritto negli ultimi giorni, ma dobbiamo approfondire. E’ preoccupante non tanto il fatto in sé – commenta all’Adnkronos il direttore del Corriere dell’Umbria, Davide Vecchi – quanto che ciò succeda in un territorio tranquillo come quello di Perugia e che qualcuno si prenda la briga di tirare pietre per quello che il giornale scrive. Noi pubblichiamo notizie, poi se qualcuno ha da dire qualcosa ci sono gli avvocati, le querele. Intanto il Corriere continuerà a fare il lavoro di sempre”. Le immagini delle telecamere dei negozi vicini alla sede sono al vaglio degli inquirenti per cercare di risalire ai responsabili del gesto.

Gli inquirenti stanno verificando le riprese delle telecamere dei negozi intorno al giornale. “Intanto – assicura Vecchi – il Corriere continuerà a fare il lavoro di sempre”.

Asu. “L’Associazione Stampa Umbra esprime tutta la sua solidarietà nei confronti dei colleghi del Corriere dell’Umbria. L’atto intimidatorio avvenuto la scorsa notte contro le vetrate della sede del quotidiano di via Pievaiola a Perugia, danneggiate a seguito del lancio di pietre da parte di due individui a volto coperto, è inaccettabile. L’articolo 21 della Costituzione italiana dedicato alla libertà di manifestazione del pensiero, cita nello specifico che: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure». Qualora – come è stato ipotizzato – questo gesto fosse stato compiuto e fosse collegato a qualche articolo pubblicato nel quotidiano nei giorni scorsi, ricordiamo che in un Paese democratico e civile ci sono strumenti come l’obbligo di rettifica della notizia, la querela e simili, che vengono poi trattati nelle sedi competenti, a cui tutti possono accedere. Come Associazione Stampa Umbra, quindi, auspichiamo che la situazione trovi presto il suo epilogo e che vengano individuati gli autori di tale atto, affinché nessun altro in futuro pensi che gesti del genere siano la risposta più giusta da dare se non si condivide una notizia o il modo con cui viene esposta”

Ordine dei Giornalisti. Così Carlo Verna, presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti ““Esprimo la piena solidarietà al Corriere dell’Umbria, al direttore ed a tutta la redazione, per l’atto intimidatorio accaduto la scorsa notte. Secondo una prima ricostruzione,  due persone sono scese da una moto  con i volti coperti dai caschi e, una volta all’interno del piazzale di fronte alla redazione, hanno iniziato a scagliare  pietre contro le vetrate del quotidiano, danneggiando alcune finestre. La dinamica fa pensare ad un gesto di  minaccia  contro il giornale, probabilmente per qualche notizia non gradita,  ma la libertà di stampa non si fa intimorire“.

Salvini “Nessuna tolleranza per i violenti. Massima solidarietà a chi ha subìto le aggressioni e massimo impegno per trovare e punire i responsabili, anche grazie alle nuove assunzioni tra le forze dell’ordine dopo anni di tagli”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in merito al lancio di pietre contro la sede del Corriere dell’Umbria a Perugia e, nella scorsa notte, a due episodi nel nuorese rispettivamente contro la sede del Partito Democratico di Dorgali e il sindaco di Cardedu, Matteo Piras. Il ministro, fa sapere il Viminale, segue direttamente le indagini.
 

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