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Piantagione di canapa indiana scoperta in un casolare di Città della Pieve: cinquantenne finisce in manette. Arrestati anche due gemelli a Perugia

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Piantagione di canapa indiana scoperta in un casolare di Città della Pieve: cinquantenne finisce in manette. Arrestati anche due gemelli a Perugia

Redazione
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Parte della canapa sequestrata

PERUGIA  – Una piantagione di canapa indiana è stata scoperta dai poliziotti della squadra mobile, al termine di un’ attività investigativa. Il proprietario dell’ immobile di Città della Pieve, un uomo di 49 anni, del posto, è stato arrestato sia per la coltivazione dello stupefacente – il cui raccolto, pari a circa 50 chilogrammi, avrebbe fruttato, al dettaglio, circa 150.000 euro – sia per il furto di energia elettrica per un importo presunto di circa 7.000 euro, constatato dai tecnici dell’Enel. All’interno del casolare, suddiviso in tre stanze, sono state trovate 168 piante di canapa indiana, alte oltre 2 metri e ricchissime di infiorescenze da cui poter ricavare il principio attivo. La coltivazione veniva svolta utilizzando ventilatori, diciotto lampade ed un impianto di controllo dell’ umidità alimentato tramite un allaccio abusivo alla rete di distribuzione pubblica.

Altro caso I carabinieri di Ponte San Giovanni, al termine di un articolato servizio antidroga, hanno arrestato due fratelli gemelli perugini, di 40 anni, di cui uno già noto alle forze di polizia, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due, nella loro abitazione a Pretola, avevano avviato una fiorente attività di coltivazione di marijuana.

Perquisizione A seguito di una perquisizione domiciliare, estesa anche al giardino attiguo all’ immobile, sono state rinvenute, nella disponibilità dei due fratelli, una pianta di canapa, sei piante di marijuana, nonché 230 grammi circa della medesima sostanza, già essiccata, oltre a un sistema d’ illuminazione composto da quattro lampade alogene, per favorire la crescita della piantagione, il tutto sottoposto a sequestro. L’ arresto è stato convalidato e a carico di uno sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre l’ altro è stato sottoposto alla misura cautelare dell’ obbligo di dimora nel comune di Perugia.

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