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Perugia piange la morte di Piero Terracina, uno dei sopravvissuti del lager nazista di Auschwitz

Perugia Cronaca e Attualità

Perugia piange la morte di Piero Terracina, uno dei sopravvissuti del lager nazista di Auschwitz

Redazione
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Piero Terracina con Andrea Romizi
Piero Terracina con Andrea Romizi (foto M. Giugliarelli)

PERUGIA – Il sindaco Andrea Romizi e l’assessore Leonardo Varasano, a nome dell’Amministrazione Comunale e della città di Perugia, esprimono vivo e profondo cordoglio per la scomparsa di Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Nato a Roma il 12 novembre 1928, Terracina venne deportato, insieme ai componenti della sua famiglia, nell’aprile del 1944. Venne liberato il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche, unico superstite della propria famiglia.

La vita Dopo la liberazione, Terracina ha dedicato gran parte della sua vita alla testimonianza, incontrando i giovani di tutta Italia, Perugia compresa. Proprio per questa sua attività, la città di Perugia ha voluto premiarlo con il Baiocco d’argento nel 2014 e gli ha attribuito poi la cittadinanza onoraria nel 2017 con le seguenti motivazioni: «Per l’elevato valore morale ed umano che la sua biografia esprime e per la profonda rilevanza che riveste la sua esperienza di vita. Sopravvissuto all’Olocausto, più volte ospite nella nostra città in occasione del Giorno della memoria, ha creato e rafforzato nel tempo un legame con Perugia ed i suoi cittadini, attraverso la propria presenza alle cerimonie commemorative ufficiali e la testimonianza diretta che ha sempre voluto portare, soprattutto alle nuove generazioni per far comprendere loro l’importanza del rispetto della vita e della differenza, siano esse razziali, etniche, religiose o sociali».

Le dichiarazioni  “Piero Terracina – sottolineano commossi il sindaco Romizi e l’assessore Varasano – portava i segni dell’atrocità dell’uomo impressi nel cuore, negli occhi e nel braccio. Il suo racconto di sopravvissuto, le sue lacrime sferzavano l’animo e la mente. Era un testimone dell’orrore. Ma era anche un amico e un cittadino onorario della città di Perugia. Ora il suo testimone passa a tutti noi, che lo abbiamo conosciuto e ne abbiamo udito le parole sanguinanti”.

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