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Perugia, perseguita la ex fidanzata: finisce in manette un 45enne

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Perugia, perseguita la ex fidanzata: finisce in manette un 45enne

Redazione
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PERUGIA – Nella notte fra venerdì e sabato, gli uomini della Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino marocchino di 45 anni, resosi responsabile di atti persecutori nei confronti della ex compagna.

Persecuzione La vittima, una cittadina italiana 37enne, non sostenendo più la relazione con l’uomo a causa del suo atteggiamento violento ed aggressivo, aveva interrotto il rapporto durato 5 anni. Da quel momento l’ex compagno aveva iniziato a perseguitarla, tempestandola di messaggi sul cellulare e cercando di avvicinarla fingendo incontri casuali nei luoghi da lei frequentati.

Già denunciato Tali comportamenti avevano costretto la vittima a trasferirsi dalla madre che, peraltro, poiché la figlia era terrorizzata all’idea di incontrarlo, era ormai solita accompagnarla ed andarla a prendere al lavoro. Per le continue molestie subite aveva anche già sporto denuncia in danno dell’ex fidanzato che, tuttavia, aveva continuato a perseguitarla.

Botte all’auto Nella serata del 26 ottobre, la donna stava uscendo dal posto di lavoro e, nell’avviarsi verso il parcheggio, aveva notato l’ex compagno. Spaventata per quella presenza immotivata, aveva affrettato il passo cercando di evitare l’incontro e raggiungere la madre che l’attendeva in auto. Ma il marocchino l’aveva seguita chiedendole insistentemente di poterle parlare e, una volta raggiunta la vettura sulla quale la ex era salita bloccando le portiere, aveva iniziato a prendere a pugni i finestrini.

Ai domiciliari Spaventate, le due donne sono riuscite a chiedere l’intervento del 113. All’arrivo della Volante, il marocchino era ancora nei pressi della vettura e veniva bloccato dagli agenti e controllato: in tasca aveva un taglierino. Accompagnato in Questura e compiutamente identificato, è stato tratto in arresto per atti persecutori e denunciato a piede libero per porto di oggetti atti ad offendere, su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato ristretto ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

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