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Perugia, nel ping pong a distanza tra sardine e Salvini vanno in scena due mondi di idee e simboli differenti e incomunicabili

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Perugia, nel ping pong a distanza tra sardine e Salvini vanno in scena due mondi di idee e simboli differenti e incomunicabili

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Le sardine in piazza della Repubblica

PERUGIAAlle 17 di un sabato invernale insolitamente mite il capoluogo umbro si trasforma nel palcoscenico in cui vanno in scena simultaneamente i due mondo che non sono questa volta le due facce della stessa medaglia ma proprio due pianeti diversi. Alla Città della Domenica sale sul palco il leader della Lega Matteo Salvini con la nuova presidente della Regione Donatella Tesei mentre a qualche chilometro di distanza in piazza della Repubblica i popolo delle sardine si ritrova davvero in tanti con i suoi slogan, linguaggi e bersagli. Saranno tre mila o forse più: il colpo d’occhio è di quelli che colpisce. Tra gli organizzatori c’è un cuoco ternano che si chiama Luca Montali che ha ha aperto  un gruppo WhatsApp e fatto girare la voce su Facebook  e alla fine l’esperimento è riuscito. Al suo fianco sorridenti ci sono Andrea Ferroni, operatore sociale, consigliere comunale a Torgiano e membro dei Giovani comunisti; Lorenzo Ermenegildi di Omphalos, 27 anni, il 26enne Lorenzo Falistocco e Costanza Spera studentessa impegnata nell’Udu. Primo dato: c’è un popolo che schematicamente potremmo identificare di sinistra ma che in piazza non ha portato simboli, bandiere o rituali di appartenenza come a dire: noi siamo qui, siamo adalla stessa parte ma non siamo la stessa cosa. E tra alcuni esponenti Pd, presenti in piazza per la verità non molti, circola la seguente battuta abrasiva: “Alle elezioni questi non votano per noi”.

Facce Tante famiglie, non pochi giovani e qualche volto conosciuto della sinistra umbra: ci sono i giovani consiglieri regionali del Pd Simona Meloni e Tommaso Bori e poi di area dem Lavinia Pannacci, il consigliere comunale di Perugia Sarah Bistocchi e diversi altri così come il sindacato con il segretario Cgil Vincenzo Sgalla el’ex segretario Cisl Ulderico Sbarra. Vengono lette una poesia in perugino scritta dal Bartoccio e alcuni articoli della Costituzione e vengono rilanciate parole d’ordine dell’ambientalismo, la battaglia contro chi intende privatizzare la sanità o cancellare la legge regionale contro l’omo-transfobia, ma soprattutto la sfida vera è contro i populisti. Proprio quei populisti che festeggiano la vittoria a pochi chilometri di distanza. Ma la domanda finita la festa al gridi di ‘Bella ciao’ è quanto nei prossimi mesi questo movimento, nella nostra regine, possa aiutare o stimolare i partiti e quel fronte di centrosinistra che è uscito dalle ultime elezioni regionali con le ossa rotte. La domanda è questa e la risposta è tutta da capire e valutare. Se ci sarà.

Altra barricata  Salvini, sul palco con la presidente Tesei, alla Città della Domenica rispose alla piazza sorridendo sfottente: “Ricordo con affetto i pescatori del lago Trasimeno ci tornerò così ci mangiamo due sardine d’acqua dolce, con pane e burro, che fa sempre bene”. Da queste parti c’è un clima da balera padana: palloncini, dolci e l’inaffondabile ‘Felicità’ di Albano e Romina: i numeri delle urne dicono che questa volta in Umbria il centrodestra ha il vento in poppa. Salvini lo capisce e dal palco sembra quasi ammonire i suoi: “Abbiamo lavorato tanto per portare questo cambiamento storico. Il senso di responsabilità che ho sempre avuto dopo il risultato di queste elezioni mi ha spinto anche in questi giorni a lavorare con grandissima serietà e determinazione. Oggi sono qui a ringraziare tutti. Tutti gli eletti saranno indispensabili per portare avanti il nostro progetto di cambiamento dell’Umbria. Ognuno avrà un ruolo importante”. Da questa parte la domanda è la seguente: capire quanto la giunta regionale di Donatella Tesei sarà in grado di non deludere le aspettative e aprire una nuova stagione politica in una terra da sempre ostile al centrodestra. Due piazze, due domande. In attesa di risposte.

 

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