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Perugia, musica e arte si fondono al Complesso templare di San Bevignate

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Perugia, musica e arte si fondono al Complesso templare di San Bevignate

Redazione cultura
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PERUGIA – Si terrà venerdì 2 marzo alle ore 19 presso il Complesso templare di San Bevignate a Perugia Miroirs. Illusioni, identità e differenza, spettacolo organizzato da Munus durante cui UmbriaEnsemble svilupperà una narrazione che sul filo dell’approccio timbrico si spinge ad interpretare in musica questo messaggio. Con una viola ed un violoncello, due strumenti della stessa famiglia la cui contiguità timbrica ha – almeno all’alba della loro storia – favorito una certa interscambiabilità di repertori, ripercorre l’itinerario tra identità e differenza in un gioco di specchi timbrici nel quale l’ascoltatore è trasportato in una dimensione nuova, puramente musicale e disorientante rispetto alle coordinate spazio-temporali che informano la nostra realtà quotidiana. Dalle esemplari architetture bachiane, ai moduli matematici sperimentati da Gabrielli, fino al contrappunto di Corelli passando per l’ironia beethoveniana e le più ardite esperienze hindemithiane, l’itinerario proposto da UmbriaEnsemble suggerisce repertori ma, soprattutto, modalità di ascolto imprevedibili.

“Uno dei fattori che ho voluto mettere in gioco nell’esercizio della narrazione, è stato il contrappunto creato in alcuni casi alla luce stessa dal neon spento, buio. È così che la figura di Giuda, come una semplice lampadina fulminata, non emana alcun bagliore“. Così Angelo Buonumori, artista perugino la cui “Ierofania” è in mostra con una istallazione “site specific” nella Chiesa del Complesso Templare dallo scorso Dicembre. Mostra prorogata fino ad aprile dato il crescente numero di visitatori ed il successo anche di critica registrato. Luce ed ombra, presenza ed assenza, suono e silenzio. Il cammino diadico per opposizioni, paradossalmente – almeno per il senso comune – essenziali l’ una all’altra, potrebbe continuare all’infinito. Ma qui noi ci fermiamo: sul Suono e sul suo contrappunto con il silenzio; di più, sul contrappunto che il Suono gioca con il suo sfuggente alter ego, l’illusione acustica di un’alterità più destabilizzante del silenzio puro. Nello spazio privilegiato di San Bevignate, la cui nudità è pur tuttavia ricca di reminiscenze, rimandi e suggestioni simboliche, il linguaggio figurativo incrocia quello musicale. Senza cercare alcuna mediazione, in verità, né tanto meno alcuna reciproca tra-duzione che solo sarebbe ri-duzione. Piuttosto, una possibile convergenza in una comune ricerca di superare la lettura immediata del fenomeno artistico guidando l’ascoltatore/osservatore verso una dimensione più celata e complessa da raggiungere, probabilmente, ma sicuramente più ricca di senso.

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