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Perugia, messa in Cattedrale per Trancanelli venerabile. Bassetti: “Vero discepolo della Parola di Dio”

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Perugia, messa in Cattedrale per Trancanelli venerabile. Bassetti: “Vero discepolo della Parola di Dio”

Redazione
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PERUGIA – «Quando sabato 18 marzo sono andato in udienza dal Santo Padre Francesco l’ho tanto ringraziato per avere firmato il decreto della venerabilità del nostro Vittorio, il cui iter è stato molto breve. Il Papa ha voluto mettere in evidenza la santità ordinaria di questo uomo nell’ospedale, nella sua famiglia, nei rapporti con tutti, perché – mi ha detto – “questi sono proprio i modelli proponibili per tutta la Chiesa”». Con queste parole il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, nel pomeriggio del 26 marzo nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, ha introdotto la celebrazione eucaristica di ringraziamento per il Decretum Super Virtutibus con il quale il noto medico chirurgo Vittorio Trancanelli è stato dichiarato venerabile, lo scorso 27 febbraio, dalla Congregazione per le cause dei santi dopo un iter iniziato, a livello diocesano, il 24 settembre 2006. Alla celebrazione hanno preso parte l’arcivescovo emerito monsignor Giuseppe Chiaretti e diversi sacerdoti diocesani e religiosi. Il cancelliere arcivescovile don Marzo Pezzanera ha letto il Decretum Super Virtutibus del venerabile Vittorio Trancanelli, definito da monsignor Chiaretti il giorno del sul funerale in San Lorenzo (26 giugno 1998) «un santo laico testimone di Cristo in sala operatoria e nella vita».

La funzione Alla messa di ringraziamento erano presenti, tra i numerosi fedeli, la moglie Rosalia Sabatini con la comunità “Alle Querce di Mamre” fondata insieme al marito (un’opera diocesana di carità dove è messo in pratica l’insegnamento evangelico del “buon samaritano”), il postulatore della causa di canonizzazione Enrico Solinas e il sindaco di Perugia Andrea Romizi in segno di condivisione e di omaggio della comunità cittadina verso un uomo, un padre di famiglia e un professionista che molto si prodigò anche nel sociale aiutando quanti erano in gravi difficoltà, spesso minori soli e malati.

Le parole del cardinale Il cardinale Bassetti, nell’omelia, ha parlato dell’attesa del «riconoscimento di un miracolo per arrivare alla beatificazione» di Vittorio Trancanelli, ma soprattutto ha ricordato come il Venerabile «nella sua esistenza terrena ha saputo vivere le tre virtù teologali (fede, speranza, carità) e le virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza) in modo “eroico”. Non si tratta d’aver compiuto fatti straordinari, ma d’aver vissuto in modo straordinario la vita buona del Vangelo e, giorno dopo giorno, essersi incarnato sempre di più in quel Cristo maestro, che deve essere anche per tutti noi, via, verità e vita!».

«La santità di Vittorio – ha proseguito il porporato – si è realizzata umilmente nell’intimo della sua famiglia, a contatto con i problemi quotidiani comuni a tutte le famiglie. Tra le sofferenze di mille prove, anche molto dolorose, e le speranze suscitate dall’amore di Dio, riversato sui poveri da lui accolti e sui i tanti malati che egli con competenza e dedizione ha curato nel nostro Ospedale di Santa Maria della Misericordia: sempre nella semplicità e nel nascondimento, senza mai bramare riconoscimenti. E così il Signore ha posto lo sguardo su di lui, come sul giovane David, mandato da solo al pascolo, lontano dal clamore e dalla festa per l’arrivo del Profeta. Ma il Signore non sceglie secondo le apparenze. Egli guarda al cuore, dove risiedono tutte le ricchezze e i desideri di bene».

«E’ stato un amico, un fratello di fede che ricordiamo con profonda commozione – ha evidenziato il presule –, ma che da oggi possiamo “venerare” come discepolo prediletto del Signore, invocando la sua intercessione presso Dio.  Vittorio è stato un santo feriale, uno di quelli che non fanno notizia, ma operano; uno di quelli che ci sono vicini in vita e in morte. Con la sua presenza discreta ed esemplare, ci è stato e ci è ancora di orientamento e di sostegno nelle scelte d’ogni giorno. È di questa santità feriale, fatta di dovere compiuto straordinariamente bene, che tutti abbiamo bisogno per sentirci incoraggiati nelle nostre scelte, spesso controcorrente, in una società distratta e talvolta persino ostile. Vittorio è stato un vero discepolo della Parola di Dio perché l’ha incarnata nella sua vita. Lo testimonia stasera il fatto della nostra presenza per ricordarlo ancora per pregarlo, perché egli è nella luce di Dio. E il frutto della luce – ci ha ricordato san Paolo – consiste in ogni bontà, giustizia e verità».

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