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Perugia, offese e serrature danneggiate: medico a giudizio per stalking all’ex avvocato

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Perugia, offese e serrature danneggiate: medico a giudizio per stalking all’ex avvocato
L'interno di un'aula di Tribunale

PERUGIA – Una famiglia intera di avvocati sotto pressione per i comportamenti di un medico. Tutto per colpa di un rapporto professionale finito male. Il medico, difeso dall’avvocato Riccardo Barberini, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di stalking davanti al giudice Noviello. I due avvocati, marito e moglie, si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Giusi Mazziotta, lamentando danni allo studio, all’auto e stato d’ansia anche dei figli.

Secondo l’accusa l’uomo avrebbe «danneggiato it pneumatico dell’autovettura … in use ai suddetti collocando al di sotto del medesimo una vite inserita su di una placca in metallo (cosi dal posizionarla stabilmente a contrasto con il pneumatico al momento del suo avanzamento) – si legge nel capo d’imputazione – rendendo inservibile la serratura della porta di ingresso allo studio dei predetti, inserendo all’interno della stessa del silicone, nonché provvedendo, con la medesima sostanza a sigillare il perimetro della porta; imbrattando con vernice spray la porta medesima a la targa riportante la dicitura ‘Studio legale’, riferibile alle persone offese; rimuovendo dalla parete ove si trovava collocata la targa riportante la dicitura ‘Studio legale’; rendendo inservibile la serratura centrale della porta di ingresso allo studio, inserendo all’interno della stessa una scheggia di legno».

L’accusato era stato cliente di uno degli avvocati, ma poi era intervenuta la rinuncia al mandato e l’uomo non l’aveva presa bene, dando inizio ad una serie di presunti comportamenti molesti. Alcuni dei quali anche immortalati dal sistema di videoregistrazione installato all’ingresso dello studio: «Alle ore 03:27, facendosi luce con una torcia elettrica, si avvicinava alla porta di ingresso dello studio legale … per poi allontanarsi lungo il corridoio; Alle ore 03:28 si recava nuovamente innanzi alla predetta porta dello studio legale e con un cacciavite armeggiava sulla targa dello studio, targa posta sulla parete a destra della porta – si legge nella denuncia – danneggiava anche le n. 3 (tre) serrature della porta, con colla o materiale simile “tipo Attack” nonché altri tipi di colla; dalla registrazione, nonché dai fotogrammi della medesima, si vede che lo stesso ha in mano dei flaconi di colla o materiali simili; Sfregia, dunque, ricoprendola di vernice la porta di ingresso e le relative serrature».

Un giorno gli avvocati avevano trovato un armadio da esterni, posizionato sul balcone dello studio, rovesciato per terra. Ed era sparita anche la targa di studio. Diverse volte avevano trovato le ruote dell’auto bucate. Un’altra volta «il perimetro della porta era stato sigillato con materiale di colore bianco del tipo colla e/o silicone e che lo stesso materiale era stato utilizzato anche per chiudere le tre serrature». In altre occasioni la figlia della coppia aveva notato un’auto ferma davanti casa o allo studio. Una situazione che cagionava «un grave stato di paura e di ansia reattiva, con insonnia e anche disturbi della concentrazione», anche a seguito di minacce: «te la faccio pagare, non devi permetterti di fare nulla contro di me perché io sono più forte di te».

Adesso sarà il giudice a stabilire se i comportamenti sono riferibili all’uomo e se i fatti contestati si configurino come reato di stalking.