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Perugia, niente numero legale: in Comune salta la discussione sul bilancio

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Perugia, niente numero legale: in Comune salta la discussione sul bilancio

Redazione politica
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L'aula del Consiglio comunale
L'aula del Consiglio comunale
PERUGIA – Niente numero legale, e così viene rinviata la seduta che avrebbe dovuto discutere il rendiconto di gestione 2017 ovvero il bilancio consuntivo. Le assenze, tutte sul versante della maggioranza, sono state registrate dal presidente Varasano che ha rinviato la seduta .

 

Critiche Pd “Ancora una volta il centro-destra a Palazzo dei Priori manifesta la sua incapacità di governo su un atto basilare, quale il Bilancio, e tradisce la sua inadeguatezza ad amministrare la città di Perugia – si legge in una nota del Partito democratico -. Il sindaco e la sua maggioranza, spesso assenti durante le sedute di consiglio e commissioni, non è stato in grado di garantire il numero legale neanche questa mattina, in occasione di una seduta importante e delicata come la discussione sul rendiconto di gestione e sul bilancio. All’appello iniziale che apre la seduta per senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, in quanto minoranza ma con una cultura di governo, abbiamo permesso l’avvio dei lavori, ma inutilmente, poiché le assenze nelle file del centro-destra sono aumentate nel corso della seduta, senza peraltro addurre giustificazioni. Questo modo di comportarsi padronale, tipico di un centrodestra che si considera “proprietario” dell’ente e non al servizio dei cittadini che è chiamato a rappresentare, tradisce una mancanza di senso delle istituzioni e di cultura di governo”.

Camicia Secondo il consigliere eletto nel centrodestra ma da tempo in rotta di collisione con l’Amministrazione, “la maggioranza non aveva i numeri per l’approvazione, poiché i consiglieri di maggioranza da tempo hanno manifestato una grande sofferenza nei confronti del sindaco. Questo è il risultato di chi dall’inizio dalla legislatura ha voluto governare solo con qualche conoscente e con l’appoggio esterno della sinistra. Oggi al sindaco gli è andata ancora una volta bene, poiché se non cadeva il numero legale si sarebbe dovuto votare l’atto, e per ritegno le opposizioni avrebbero dovuto votare contro e pertanto il bilancio non sarebbe stato approvato. Il bilancio è l’atto più importante per un sindaco che ormai da tempo ha perso la sua maggioranza. Bene ha detto un assessore, che avrebbe suggerito di sciogliere il Consiglio e ritornare al voto. Sì le elezioni anticipate sarebbero l’unica soluzione per liberare il sindaco da una situazione molto difficile e imbarazzante dandogli la possibilità di ritornare al suo lavoro, poiché l’esperienza di sindaco ormai per lui è al termine”.

M5S Secondo il Movimento 5 Stelle “la maggioranza Romizi tocca il fondo». «Da quattro anni, ripetutamente – si legge in una nota – la maggioranza Romizi e lo stesso sindaco Romizi, con la propria cronica assenza, mettono in grande difficoltà i lavori consiliari, facendo ripetutamente venire meno il numero legale, che è compito precipuo della maggioranza garantire. I consigli comunali iniziano mediamente con una ora di ritardo e alle 18:30, al massimo, si chiudono, con all’attivo una media di un paio d’ore di lavoro. E, il problema si pone anche quando, in discussione, ci sono atti della maggioranza stessa, come questa mattina, in cui era in approvazione il consuntivo 2017. Il bilancio è senza dubbio l’atto più importante che un consiglio comunale si trova a discutere ed approvare ed è quello da cui derivano maggiori responsabilità per gli stessi consiglieri comunali. Ormai da tempo, la maggioranza Romizi è scompaginata e il sindaco Romizi sembra avere perso ogni autorevolezza. E, intanto, continua la difficoltà cronica del bilancio comunale, costantemente in affanno, con possibili nuovi buchi all’orizzonte: in bilico ci sono circa 31 milioni di euro di crediti non riscossi e piuttosto datati, di cui ad oggi non sussiste alcuna copertura. E, come se non bastasse, nel 2017, un altro milione di euro si è volatilizzato in interessi al tesoriere per l’anticipazione di tesoreria praticata per tutto il 2017, con 13 milioni non restituiti”.

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