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Perugia, l’Università per stranieri va diritta al voto tra incertezze, agguati e giochi di sponda: tre in corsa per il dopo Paciullo

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Perugia, l’Università per stranieri va diritta al voto tra incertezze, agguati e giochi di sponda: tre in corsa per il dopo Paciullo

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Palazzo Gallenga, sede dell'Università per Stranieri
Palazzo Gallenga, sede dell'Università per Stranieri

PERUGIA – Dopo sei anni di regno incontrastato dell’eclettico Giovanni Paciullo, il 6 giugno la Stranieri torna al voto per scegliere il nuovo rettore. I nomi in corsa sono tre: Giovanna Zaganelli, docente di Critica letteraria e Letteratura comparata e direttore dell’unico Dipartimento della Stranieri, il prorettore Giuliana Grego Bolli e il professor Enrico Terrinoni, 42 anni, titolare dell’insegnamento di Language testing al corso di laurea e docente di Letteratura inglese. A dispetto delle ultime elezioni, vedi quella della Giannini e quella di Paciullo, questa volta a palazzo Gallenga tutti stanno affrontando questa campagna elettorale con molta sufficienza e quasi fatalità. Qualche veleno e sgambetto c’è, ma per nell’istituzione fondata dal mitico avvocato Astore Lupattelli, si è visto ben altro. Oggi, sembrano bere tutti camomilla.

Incertezza Le voci di corridoio, lo dicono chiaro: “L’incertezza e massima e comunque de tre candidati nessuno scalda più di tanto la platea dei professori e nemmeno quella degli amministrativi, sarà un rettorato di transizione ma nessuno capisce quale sarà l’approdo dell’Università”. Dunque, scetticismo e distacco tanto che sia il direttore generale dell’Ateneo Cristiano Nicoletti che il potente capo del sindacato interno degli amministrativi, Simone Olivieri, se ne stanno nelle loro stanze e sbirciano di fuori con modi svogliati. Forse nessuno reputa importante questo passaggio delle consegne? Probabilmente e così anche perché Greco Bolli e Zaganelli sono entrambe vicino alla pensione mentre Terrinoni, triestino d’origine, non dai più considerato un vero e proprio numero uno capace di invertire la rotto del nobile galeone di piazza Grimana.

Sotto coperta E così, tutti sotto coperta a partire dal professor Marco Impagliazzo, punto di riferimento della Comunità di Sant’Egidio, che per anni è stato considerato il vero e proprio dominus a dispetto di questo o quel rettore. Avanti, senza scomporsi troppo. Tanto che un professore ordinario la butta sull’ironia: “Chiunque vinca la barca andrà avanti, anche se non si capisce dove e come”. E il giudizio sul rettore uscente, Giovanni Paciullo? Non del tutto negativo, anche se in molti si aspettavano una guida più salda e una rotta più chiara: “E’ stato un buon amministratore, anche se gli ultimi due anni si sono trascinati in maniera molto stanca”, dicono molti professori. E ora? I tre in corsa potrebbero ritrovarsi appaiati perché nessuno sembra avere, almeno in partenza, un consenso molto ampio rispetto al diretto interessato. Regione e Comune di Perugia? Guadano la partita  con malcelato disinteresse, non sono più i tempi delle discese in campo a favore di questo o quel candidato. Questo è il quadro. Molto in grigio e tra diversi sbadigli, vedremo se ci saranno sussulti.

 Il voto  Il 6 giugno le urne saranno aperte dalle 9 alle 18 e a votare saranno tutti i professori di prima e di seconda fascia nonché i ricercatori, i docenti comandati e incaricati a esaurimento, i rappresentanti (il 10 per cento di ogni categoria) dei docenti di lingua italiana, del personale tecnico e amministrativo, dei collaboratori ed esperti linguistici e, infine, due rappresentanti degli studenti. Esperti linguistici e rappresentanti degli studenti il 23 maggio sceglieranno, come da prassi, coloro che potranno votare. Per sedersi nell’ufficio del rettore all’ultimo piano un candidato dovrà ottenere almeno il 50 per cento più uno dei voti, altrimenti urne di nuovo aperte l’11 giugno; e se neanche questo secondo turno bastasse, il 13 ci sarà un ballottaggio tra i due nomi più votati.
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