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Perugia, ‘Lo spessore della leggerezza’: quando arte e musica s’incontrano

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Perugia, ‘Lo spessore della leggerezza’: quando arte e musica s’incontrano

Redazione cultura
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PERUGIA – Lo spessore della leggerezza, questo il titolo della mostra di carte, ceramiche e vetri che sarà inaugurata il prossimo 14 luglio alle ore 18.30 alla Galleria d’Arte Imago di Perugia. Il vernissage prosegue così la sua stagione espositiva con le opere di Graziano Marini che, per l’occasione, dialogherà con la storica dell’arte Francesca Fortunati. Il tutto intervallato da alcuni intermezzi musicali dal vivo del sassofonista jazz Lorenzo Bisogno. Un evento straordinario dove arte e musica si troveranno a dialogare, nel pieno spirito di Umbria Jazz.

La mostra – Così Francesca Fortunati presenta la mostra: “Artista da sempre, protagonista (e curatore) di esposizioni di respiro internazionale in Italia e all’estero fin dagli anni Novanta, Graziano Marini persegue la propria ricerca artistica con la coerenza e l’entusiasmo di chi nasce per creare. La sua vera e propria militanza in questo mondo si nutre fin dagli esordi di importanti incontri con maestri dell’arte ma soprattutto del pensiero artistico contemporaneo fra i quali Vedova, Basaldella, Capogrossi, Arp, e, sopra ogni altra cosa, del legame con il genio di Dorazio, sodale e amico. La fertilità di questo ambiente e la forza della propria ispirazione conducono il giovane artista ad orientarsi in maniera decisa e concreta: da un lato a intraprendere ambiziosi progetti di salvaguardia del mestiere e dell’artigianato artistico quale la fondazione del Centro internazionale della ceramica artistica di Montesanto (1978) e da un altro a conquistare una potenza espressiva sempre più significativa, che non accetta i confini delle tecniche né delle dimensioni da cavalletto, che lancia la sua ricerca nella sperimentazione, pur senza mai lasciare la struttura profonda di un linguaggio sicuro e vigile. La potenza di questo linguaggio risiede nella chiarezza di strutture quali le delicate ma sempre presenti geometrie di fondo, la tecnica della stratificazione cromatica che garantisce varietà, mobilità e leggerezza ad ogni passo, l’uso di cromie sempre luminose e di generosa stesura, la sapiente passione per i materiali più preziosi e più puri. Una sperimentazione, dunque, che non è mai casuale, estemporanea né improvvisata ma che procede da intensa passione per il fare arte, sia esso con la spatola, a pennello, su carta, lavorando tutti i tipi di ceramica possibile, su vetro, attraverso un obiettivo o una scelta collezionistica, nella certezza che se il mandato di dover trasmettere uno scorcio di bellezza è reale non può mancare il risultato. Un risultato che colpisce ma al tempo stesso allieta, tale a quando si incontra un essere autenticamente bello, di un’avvenenza seducente ed elegante, mai eccessiva, che induce naturalmente a soffermarvisi. Nella sua opera le grandi dimensioni pacificano, muovono l’animo dello spettatore al desiderio della contemplazione, viceversa le piccole esaltano nella vivace intesa fra linee e colori, generando l’urgenza del possesso e del contatto, complici i sopraffini supporti prescelti per valorizzarle”.

Graziano Marini è nato a Todi nel 1957, dove attualmente vive e lavora. Comincia a disegnare e dipingere dalla metà degli anni ’70, questo stesso periodo inizia a frequentare gli atelier di alcuni grandi pittori come Vedova, Veronesi, Santomaso, Melotti, Turcato. Nel 1978 Dorazio, Giuliana Soprani e Nino Caruso fondano il Centro Internazionale della Ceramica Montesanto, Marini ne assume la carica di direttore artistico e coordinatore, che ricoprirà per quattordici anni. Durante tale periodo ha modo di conoscere e collaborare con alcuni tra i più grandi protagonisti del panorama artistico internazionale, quali Max Bill, Matta, Noland, Tilson, Accardi. Dalla prima metà degli anni ’80 comincia a ricevere riconoscimenti da parte della critica, tiene mostre personali a Roma, Milano, Trieste, Firenze, Terni. Nei primi anni ’90 inizia a lavorare con la Galerie Annamarie Andersen di Zurigo e la Frankfurt Westend Galerie di Francoforte. Nel 2000-2001 sperimenta e realizza numerosi oggetti in vetro fuso per la vetreria Casarini di Savona, contemporaneamente prosegue con le mostre personali e collettive in Germania, Francia, Svizzera, America Latina, Canada e Stati Uniti. Nel 2002, sei mesi prima dell’aggressione occidentale, viene ufficialmente invitato dal Governo dell’Iraq alla mostra “Arte per l’Umanità” dove vince il primo premio per la pittura al 3° Festival of plastic art di Baghdad. Intraprende lunghi viaggi in Asia Centrale attraverso Siria, Iraq, Iran, Afghanistan e Pakistan, dove, oltre conoscere nuove culture, raccoglie tessuti, tappeti, oggetti antichi e moderni che influiscono positivamente sulla sua arte. Nel 2004 gli viene dedicata una mostra monografica presso il Palazzo dei Sette di Orvieto. Nel 2005 ha luogo la mostra personale itinerante a Francoforte e Berlino dal titolo “Oltre l’Occidente”. Nello stesso anno riceve l’incarico di organizzare la mostra di arte italiana “Arte e Cospirazione, omaggio a Giuseppe Mazzini” presso il Kunsthaus di Grenchen in Svizzera. Nel 2007 è invitato alla Biennale di Theran, intraprende un lunghissimo viaggio attraverso il Pakistan l’Afghanistan e l’Iran prendendo contatti e confrontandosi con artisti e intellettuali. E’ l’unico artista italiano invitato al Salon de Paris 2007. In questi ultimi dieci anni Marini espone senza sosta in mostre personali e collettive in tutta Europa, in America Latina, negli Stati Uniti, in Kenya e in Iran, continuando a dipingere e a sperimentare la ceramica e il vetro. Artista militante fin dalle origini, si distingue anche quale instancabile organizzatore di numerose manifestazioni artistiche a sostegno dei giovani artisti italiani.

“Lo spessore della leggerezza” sarà visitabile fino al 21 luglio.

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