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Perugia, le lavoratrici delle pulizie negli hotel: “Pagate a cottimo, ora vogliono che ci licenziamo”

Perugia Cronaca e Attualità

Perugia, le lavoratrici delle pulizie negli hotel: “Pagate a cottimo, ora vogliono che ci licenziamo”

Redazione economia
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PERUGIA – C’è un settore spesso dimenticato e mai considerato quando si parla di cooperazione, che è quello dei lavoratori del settore alberghiero, più precisamente di coloro che svolgono i lavori di pulizia all’interno degli alberghi. Una mansione appaltata a cooperative multiservizi.

 Licenziamento ‘a richiesta’ Ora i lavoratori, molto spesso donne, sfiancate da mesi senza stipendio, denunciano a La Notizia Quotidiana una difficile situazione: “Abbiamo lavorato soltanto il mese di agosto – spiegano i dipendenti di una di queste realtà, che opera in un grosso albergo nel centro di Perugia  – e adesso molti di noi rischiano il posto. Ma non c’è soltanto questo: quello che vogliamo denunciare è che il nostro contratto non è rinnovato da 7 anni e lavoriamo a cottimo, cioè ‘a camera’, con pochissimi diritti. Se superiamo il nostro monte ore, non ci viene pagato lo straordinario ma le ore in più vanno nella cosiddetta ‘banca ore’ che viene utilizzata quando non c’è lavoro o pagata dopo tre mesi. Ora però non avendo lavorato, anche la banca ore è in negativo, una situazione illegale”.

Le lavoratrici, vere e proprie ‘schiave del pulito’, sono vittime spesso di appalti e subappalti. I loro sindacalisti raccontano di un settore dove la concorrenza ha scaricato sulle più deboli la ricerca di profitti. Una questione non certo nata oggi, ma che lo stop prolungato per il Covid ha riportato alla luce. Le lavoratrici raccontano situazioni imbarazzanti: “Ci sono alcune colleghe che lavorano per una cooperativa molto grande, che gestisce numerosi alberghi a Perugia e cambia ogni anno partita Iva e con questo stratagemma i lavoratori non sanno più a chi chiedere per far rispettare i loro diritti. Ora per esempio, che il settore è fermo per il Covid, stanno proponendo licenziamenti spontanei, in modo da non fare ricorso alla cassa integrazione. Non concede il congedo di maternità nè altro”.

Nessun bonus. A tutto questo si aggiunge l’assurdità di un Decreto Ristori che taglia fuori tutto questo settore: “Noi lavoriamo per il turismo – spiegano – ma non abbiamo un contratto del turismo bensì quello multiservizi. Quindi non abbiamo diritto ad alcun bonus. Come tiriamo avanti in questi mesi?”

 

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